Produzione e investimenti del settore vitivinicolo in Italia negli ultimi anni

18.07.2017 • Redazione ML

Il consumo di vino ha attraversato negli ultimi tempi una fase di trasformazione, diventando sempre più un prodotto da intenditori del settore.

Il consumo pro capite si è infatti dimezzato nel corso del 2009, con una lenta ripresa a partire dal 2015. (Dati Ismea)

E dal 2016, l’Italia è stata tra i tre principali Paesi esportatori di vino al Mondo, con un aumento del 25%. (CSConfagricoltura)

Fra il 2009 e il 2016, il valore complessivo delle esportazioni è infatti cresciuto del 60%, contro il 53% della Spagna e il 49% della Francia, grazie all’aumento dei prezzi di vendita e delle quantità di spumante esportate (+144%). (CSConfagricoltura)

Il principale cliente italiano sono gli Stati Uniti, in cui le vendite di vini italiani sono cresciute del 6% nel 2016, rispetto all’anno precedente, seguite da quelle in Germania e Regno Unito al +2%. (Coldiretti)

Per quanto riguarda invece il prodotto italiano più consumato all’estero, il primato spetta allo spumante. Il livello delle esportazioni di tale prodotto è infatti aumentato del 21%, raggiungendo la quota record di 1,2 miliardi di euro.

Gli spumanti che risultano essere maggiormente consumati sono:

  • Prosecco
  • Asti
  • Trento Doc
  • Franciacorta (Coldiretti)

Gli ultimi anni hanno quindi fatto registrare una ripresa nella produzione e nel consumo di vino italiano, grazie anche al concetto di Made in Italy, considerato garanzia di qualità, così come risulta evidente dal primato europeo del nostro Paese, per numero di vini a denominazione geografica, con 73 vini Docg, 332 Doc e 118 Igt. (Coldiretti)

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