Approvata in Senato la nuova disciplina del contratto di leasing nel DDL Concorrenza

3.08.2017 • Redazione ML

Con l’approvazione definitiva del DDL Concorrenza in Senato, la nuova disciplina del contratto di leasing è legge.

Finalmente una maggiore chiarezza,  norme certe fra le  parti e nuove tutele del cliente renderanno il leasing uno strumento più trasparente e ancora più competitivo per le imprese.

Ora il leasing cessa di essere annoverato tra i contratti atipici, regolati solo fra le parti. Come in Europa, anche in Italia abbiamo una disciplina univoca del leasing, coerente anche alla natura dei soggetti eroganti, che possono essere solo banche ed intermediari finanziari vigilati dalla Banca d’Italia.

“Sino ad oggi il leasing, seppur assoggettato alla disciplina della Banca d’Italia, era tuttavia privo di una specifica norma primaria di riferimento. Con la Legge sulla Concorrenza viene data una tipizzazione al leasing il quale ora ha una sua definizione e delle regole certe a tutela della società di leasing e del cliente. La legge specifica chi può fare leasing, quali sono i diritti e i doveri sia della società di leasing che del cliente e dà una disciplina degli effetti della risoluzione per inadempimento da parte del cliente disponendo cosa e come la società di leasing deve fare nel momento in cui recupera il bene di cui è proprietaria e lo vende a terzi”. Queste le parole di Gianluca De Candia, Direttore Generale di Assilea – Associazione Italiana Leasing

La nuova normativa tutela sia il concedente che l’utilizzatore, chiarendo i doveri di entrambi. La società di leasing ha l’obbligo di procedere alla vendita o alla ricollocazione sulla base dei valori di pubbliche rilevazioni di mercato, elaborate da soggetti specializzati. Quando non sia possibile farvi riferimento, si procede sulla base di una stima effettuata da un perito scelto in comune dalle parti. Nella vendita o ricollocazione, la società di leasing si deve anche attenersi a criteri di celerità, trasparenza e pubblicità, adottando modalità tali da consentire l’individuazione del miglior offerente possibile, informando l’utilizzatore.

Il DDL Concorrenza, con una specifica norma che quantifica il numero delle rate non pagate per far scattare la risoluzione per inadempimento, colma un vuoto normativo a tutela dell’utilizzatore, seppur inadempiente, prevedendo il concetto di grave inadempimento.

Il mancato pagamento di almeno sei canoni mensili o due canoni trimestrali anche non consecutivi o un importo equivalente per i leasing immobiliari, ovvero quattro canoni mensili anche non consecutivi o un importo equivalente per gli altri contratti di locazione finanziaria determinano grave inadempienza dell’utilizzatore.

Chiarezza, trasparenza e tutela delle parti. Queste le basi sulle quali si fonda la legge sul leasing.

8 domande sulla nuova disciplina del leasing

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