8 domande sulla nuova disciplina del leasing

8.08.2017 • Redazione ML

La disciplina Leasing: quali sono le novità che ha apportato alla materia il nuovo DDL?

La legge sulla concorrenza, approvata definitivamente il 2 agosto 2017, ha introdotto una specifica definizione e disciplina del contratto di locazione finanziaria che assume la connotazione di “contratto tipico”.

Il leasing è un contratto di durata il cui corrispettivo va calcolato secondo criteri finanziari e quindi tenendo conto non soltanto del costo del bene, ma anche del prezzo pattuito per l’opzione d’acquisto finale e della durata del contratto. Elemento essenziale del contratto è la previsione dell’opzione finale di acquisto del bene a favore dell’utilizzatore ad un prezzo prestabilito. Alla scadenza, l’utilizzatore ha il diritto di divenire proprietario del bene esercitando l’opzione di riscatto; in caso contrario ha l’obbligo di restituire il bene al concedente.

Alla luce di questa nuova disciplina leasing, sono molte le domande che imprese e liberi professionisti si pongono. Grazie alla collaborazione di Assilea, Associazione Italiana Leasing, vediamo insieme le più frequenti:

  1. C’era necessità di una definizione di leasing?

Sì. Con l’introduzione di una specifica definizione e disciplina del contratto di leasing finanziario cessano le incertezze ed i contrasti attualmente presenti nella giurisprudenza di legittimità e di merito, favorendo la certezza del diritto.

  1. Esiste ancora la distinzione tra leasing di godimento e leasing traslativo?

No. La disciplina del contratto di leasing finanziario va ad aggiungersi alle norme speciali contenute nella legge fallimentare, relativa ai rapporti pendenti nel fallimento e nel concordato preventivo, artt. 72-quater e art.169 bis, e sul c.d. leasing abitativo, introducendo una disciplina di diritto comune in linea con tali disposizioni, in modo da avere una disciplina univoca della locazione finanziaria coerente anche alla natura dei soggetti eroganti, che possono essere solo banche ed intermediari finanziari. Il superamento della duplicità tipologica del leasing avrà l’effetto di ridurre il contenzioso, dando certezza sulla disciplina applicabile in caso di risoluzione del contratto, come già avvenuto in sede fallimentare.  La nuova disciplina ribadisce che la locazione finanziaria è un contratto di durata il cui corrispettivo va calcolato secondo criteri finanziari e quindi tenendo conto non soltanto del costo del bene, ma anche del prezzo pattuito per l’opzione d’acquisto finale e della durata del contratto. Elemento essenziale del contratto è la previsione dell’opzione finale di acquisto del bene a favore dell’utilizzatore ad un prezzo prestabilito. Alla scadenza, l’utilizzatore ha il diritto di divenire proprietario del bene esercitando l’opzione di riscatto; in caso contrario ha l’obbligo di restituire il bene al concedente.

  1. Perché una norma che quantifica il numero delle rate non pagate per far scattare la risoluzione l’inadempimento?

Attualmente non esiste una norma che quantifica il numero di rate impagate che fanno scattare la risoluzione per i mutui o finanziamenti chirografari alle imprese, per cui questa potrebbe essere dichiarata anche in caso di mancato pagamento di una sola rata. In questo modo si è cercato di prevedere un inadempimento qualificato, in analogia a quanto previsto nell’art. 1525 c.c. o in materia di mutuo fondiario dall’art. 40, comma 2, delt.u. bancario (7 rate anche non consecutive pagate in ritardo da 30 a 180 gg).

Il comma 137 dell’art.1 della nuova disciplina ha il pregio di colmare un vuoto normativo a tutela dell’utilizzatore, seppur inadempiente, prevedendo il concetto di grave inadempimento.

Il codice civile codifica solo il concetto di scarsa importanza dell’inadempimento nell’art. 1455 c.c..

Con il comma 137 è stato dato un contenuto certo fissando il numero dei canoni impagati.

La norma non si applica al leasing immobiliare abitativo (a cui si applica il d.lgs 72/2016).

  1. Perché si fa riferimento ai canoni “non consecutivi” non pagati?

Il riferimento anche ai canoni “non consecutivi” è volto a evitare il rischio di un approfittamento della norma da parte dell’utilizzatore (ad es. non pago una rata, poi pago una rata, due le salto, una la pago, tre le salto e una la pago…. senza far quindi scattare mai il grave inadempimento).

  1. Perché è previsto il rimborso anche delle spese anticipate per il recupero del bene?

La previsione del rimborso delle spese anticipate dalla società di leasing è diretta a garantire il recupero del capitale impiegato al fine di evitare delle perdite.

  1. Non esiste il rischio di ingiustificato arricchimento da parte della società di leasing?

La previsione che quanto ricavato dalla vendita o riallocazione del bene viene detratto da quanto dovuto dall’utilizzatore impedisce l’insorgere di un ingiustificato arricchimento, ripristinando il sinallagma contrattuale anche in sede di patologia del contratto. Peraltro, la nuova norma prevede espressamente che nelle attività di vendita e ricollocazione del bene la società di leasing si attenga a criteri di celerità, trasparenza e pubblicità adottando modalità tali da consentire l’individuazione del miglior offerente possibile con obbligo di informazione dell’utilizzatore.

  1. In caso di risoluzione per inadempimento dell’utilizzatore si applica ancora l’art.1526 c.c.?

No. La nuova previsione riconosce la natura di finanziamento del leasing finanziario distinguendolo dalla vendita con riserva di proprietà (a cui si applica l’art.1526 c.c.). Il legislatore ha quindi esteso alla fattispecie della risoluzione per inadempimento dell’utilizzatore la disciplina già prevista per il leasing finanziario in caso di fallimento dell’utilizzatore (Art.72 quater LF), di concordato preventivo dell’utilizzatore (Art. 169-bis del regio decreto n.267/42 e di inadempimento dell’utilizzatore nel leasing prima casa.

  1. A quali contratti si applica la nuova disciplina leasing?

Introducendo il legislatore un principio già recepito in altre disposizioni, è ragionevole ritenere che lo stesso trovi applicazione anche ai contratti già risolti per i quali non sia ancora stata definita la disciplina applicabile.

Se in questo articolo non hai trovato la risposta alle tue domande, scrivici a redazione@mondoleasing.it, ti risponderemo in un paio di giorni.

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