Il leasing contro il ritardo dei pagamenti nel settore sanitario

2.11.2017 • Redazione ML

Il problema dei ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese è un tema spinoso al centro di numerosi dibattiti.

Le attese delle aziende che inviano le loro fatture agli enti pubblici sono infatti sempre molto lunghe e la situazione peggiora da nord a sud senza esclusioni.

Molte sono le aziende che ricorrono al leasing per il rinnovamento delle proprie attrezzature, scegliendo questo tipo di contratto per evitare l’impiego di grosse somme di denaro, che potrebbero influire sulla liquidità aziendale.

Fino a oggi, il settore che ha fatto registrare le performance peggiori è di certo quello della sanità che, soprattutto al sud, è sempre stata molto in ritardo con i pagamenti, mettendo a dura prova anche la sopravvivenza delle imprese. Da un’indagine campione su 346 amministrazioni pubbliche emerge una media generale sul ritardo per i pagamenti dei debiti commerciali che oscilla tra i 41 e 55 giorni, con il 62% degli enti pubblici che paga strutturalmente oltre i termini contrattuali. In questo scenario le ASL hanno i tempi di ritardo di pagamento più lunghi che possono arrivare fino a 687 giorni contro i 600 giorni delle città metropolitane, i 227 dei comuni, i 66 dei Ministeri e i 49 delle Regioni.

Tuttavia, la situazione sembra essere fortemente migliorata rispetto agli ultimi mesi e il settore della sanità sembra stia recuperando terreno nella classifica dei pagatori puntuali.

Un miglioramento generale è stato infatti riscontrato nel campo dei beni elettromedicali, in particolare dopo il provvedimento legislativo del 2012, che ha fissato a 30 giorni – salvo 60 giorni per ASL, Ospedali e casi eccezionali – il termine per i pagamenti nelle transazioni commerciali tra Pubbliche Amministrazioni e imprese. (Gazzetta Ufficiale – Decreto Legislativo 9 novembre 2012, n. 192).

Sono soprattutto le regioni del nord ad aver ridotto i ritardi nei tempi previsti, ed in particolare la Lombardia che nel 2017 si conferma ente virtuoso nel pagamento dei fornitori:

  • Gestione sanitaria accentrata – anticipo di 16,02 giorni rispetto alla scadenza, con un miglioramento rispetto ai 13,49 giorni di anticipo del primo trimestre 2016
  • Gestione sanitaria ordinaria – si registra un anticipo di 10,99 giorni rispetto al termine previsto per la scadenza, con un miglioramento rispetto ai 6 giorni del primo trimestre 2016 (Lombardia speciale – Tempi di pagamento record per Regione Lombardia)

Al contrario, sono le regioni del sud Italia ha far registrare i risultati peggiori. Il Molise è infatti la regione che mantiene tempi di pagamento più lunghi, con il record negativo di 404 giorni in media nel 2017; al secondo posto vi è poi la Calabria, con una media di 377 giorni. (Assobiomedica – Tempi di pagamento beni medicali)

Molto numerose sono quindi le imprese costrette a ricorrere all’anticipo delle fatture per fronteggiare i ritardi della Pubblica Amministrazione, come dimostrato da un’indagine di Intrum-Justitia, secondo la quale 4 imprese su 10 ritengono l’anticipo una strada necessaria.

Inoltre, le imprese possono adesso essere supportate da strumenti innovativi come TiAnticipo, la piattaforma digitale di Banca IFIS Impresa, che in modo rapido e semplice accompagna le imprese passo dopo passo nel caricamento delle proprie fatture certificate.

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