Robot italiani un’eccellenza nel mondo*

25.06.2018 • Redazione ML

I robot italiani confermano la loro eccellenza nel mondo. La riprova arriva dai numeri di mercato che vedono, in una graduatoria mondiale, l’industria dell’automazione italiana posizionarsi al quarto posto tra i costruttori e al terzo tra gli esportatori.
In Italia, grazie agli incentivi del Piano 4.0 e a strumenti finanziari come il leasing, il mercato nel 2017 ha visto una domanda crescente di queste tecnologie.

I robot nascono a scuola

L’Italia deve questo successo ai suoi centri di ricerca. Infatti la capacità di primeggiare in un settore così specialistico come quello dei robot può esistere solo se associata ad una formazione costante in grado di tenere il passo con le ultime scoperte.
I nostri centri di ricerca nazionali in robotica raccolgono tra i progetti più ambizioni e all’avanguardia, forti anche di figure professionali altamente specializzate.
Tra i più importanti, solo per citarne qualcuno, emergono il Sant’Anna di Pisa, che ha sviluppato robot indossabili (esoscheletri che permettono di riacquistare la mobilità), l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, il Politecnico di Milano con diversi progetti sull’intelligenza artificiale e bioingegneria e l’Università Federico II di Napoli focalizzata su progetti di robotica aerea.

I Robot escono dalla fabbrica

Le applicazioni dei robot non avvengono solo in campo industriale, ma spaziano dalla logistica al medicale fino al sociale. L’evoluzione tecnologica ha permesso di utilizzare la robotica a tutto tondo.
In particolare in ambito medicale i robot hanno contribuito al miglioramento della medicina chirurgica e assistenza post operatoria. L’Italia, insieme alla Francia, si conferma leader europea nell’utilizzo della chirurgia robotica e terza a livello mondiale solo dopo Stati Uniti e Giappone. Le strutture sanitarie italiane hanno puntano non solo all’acquisto di robot chirurgici (sono 100 i robot Da Vinci presenti in Italia) ma anche alla formazione di medici in grado di utilizzare macchinari così sofisticati.
A rimarcare l’utilizzo sempre più spinto dei robot anche il linguaggio cambia o crea nuove parole, come il termine cobot, o più semplicemente robot collaborativi, macchinari intelligenti in grado di interagire e collaborare con gli umani e che stanno affiancando i lavoratori nelle fabbriche per svolgere i lavori più pesanti e ripetitivi e aumentare la sicurezza sul posto di lavoro.

Un’occasione per l’Italia

L’Italia è il secondo paese manifatturiero preceduto solo dalla Germania, sviluppando grandi competenze nel campo della robotica.
Con 32.000 addetti, 400 imprese e 8 miliardi di euro di fatturato nel 2017 l’industria di automazione in Italia esporta il 60% della sua produzione, garantendo prodotti costruiti su misura e assistenza post vendita.
Il nostro Paese ha tutte le caratteristiche per sfruttare la grande richiesta interna ed esterna di robot generata dai processi di aggiornamento industriale e cogliere un’enorme opportunità di crescita economica.

La robotica e la spinta dell’Industria 4.0

Nel 2017, con il Piano Industria 4.0 il Governo ha messo in atto una serie di agevolazioni fiscali con l’intento di incentivare le imprese al rinnovare i macchinari obsolescenti con quelli di ultima generazione (robot, IoT, sistemi interconnessi…).
La spinta generata da Super e Iper ammortamento combinati con la Sabatini Tech hanno contribuito al rinnovo tecnologico delle imprese. Il 70% delle prenotazioni di fondi della “Nuova Sabatini” riguarda operazioni di leasing e il restante 30% i finanziamenti bancari
Il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) ha stimato un impatto di Super e Iper ammortamento e Nuova Sabatini, degli investimenti del 2017, di circa 80 miliardi di euro, di cui il 35% in macchinari ed altri apparecchi (con un incremento degli ordini del 13% circa rispetto all’anno precedente).
La quarta rivoluzione industriale è in atto in tutti i paesi industrializzati e porterà ad avere fabbriche fortemente automatizzate e interconnesse.

*Fonti: ASSILEA, UCIMU
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