Leasing di precisione: i dati emersi dallo studio ANIMA

8.10.2018 • BM

L’Ufficio Studi ANIMA in occasione dell’incontro “Leasing di Precisione”, tenutosi al Salone Nautico di Genova ha presentato uno studio in cui ha indagato la situazione del mercato del leasing e i risultati economico finanziari di un campione di imprese appartenenti a diversi settori:

  • Strumenti di misura legale: ambito che comprende le imprese che si occupano di acqua, calore, carburante e gas.
  • Sistemi di sollevamento, elevazione e movimentazione: di cui fanno parte i comparti scaffalature, carrelli, gru mobili e sollevamento.
  • Movimento terra: le cui imprese si occupano di macchine perforatrici e dedicate al betonaggio.

Dallo studio emerge che il volume d’affari in questi settori presenta buoni margini di redditività, nonostante alcune imprese abbiano sofferto dell’incertezza nel triennio 2011-2014. Dal punto di vista della crescita della flotta dei macchinari si osserva una crescita del 40% nella dotazione di mezzi propri nel comparto degli strumenti di misura legale. Dal 2017 sono inoltre ripresi gli investimenti nel settore relativo alle gru mobili soprattutto per quanto riguarda le imprese più piccole.
Analizzando i dati del mercato del leasing si osserva che la vita utile dei macchinari si aggira, nel rispetto della norma vigente, tra i 5 e i 20 anni a seconda dell’ambito d’impiego. Dal confronto tra i settori analizzati emergono alcune differenze rispetto al rapporto tra la domanda e l’offerta di leasing:

  • Nel settore degli strumenti di misura legale emerge la tendenza dei clienti a diversificare tra il fornitore di un prodotto e il fornitore di un servizio. Il cliente interessato al leasing dunque non riconosce il produttore come interlocutore in fatto di soluzioni finanziarie.
  • Nel settore dei carrelli e del movimento terra i servizi post acquisto, divenuti parte integrante del prodotto stesso, vengono spesso percepiti come comodity e, come alternativa all’acquisto l’interesse dei clienti sembra stia virando verso il noleggio. Ciò non coinvolge il comparto delle gru mobili dove il leasing rimane la soluzione prediletta con un buon incontro tra domanda e offerta.
  • Il settore del sollevamento presenta una forte richiesta di soluzioni tecnologiche e di servizi strettamente legati ad esse, anche se questo bisogno non sembra adeguatamente intercettato da parte dei produttori.

Lo studio rileva dunque come a monte, tra i produttori, la cultura del leasing sia ancora accompagnata da molti pregiudizi rispetto sia ai bisogni dei clienti che alla soluzione finanziaria in sé. Dall’altra parte molti clienti, quando interessati a questa soluzione finanziaria, tendono a rivolgersi ad un intermediario, senza pensare di richiedere questo tipo di servizio direttamente al proprio fornitore.
Tra i produttori alcuni ritengono, inoltre, che il mercato B2B non abbia necessità di questo tipo, che i prodotti siano degli asset per i clienti e quindi vi sia il desiderio di possederli, in più il leasing non viene percepito come una soluzione vantaggiosa dal momento che i macchinari soggetti ad usura divengono spesso irrecuperabili.
Di base lo studio rileva un certo gap culturale tra l’Italia e altri stati europei, il cliente non investe nel leasing non percependo la necessità di investire nell’ammodernamento della propria azienda, in tal modo non innesca quel circolo virtuoso che renderebbe vantaggioso questo tipo di mercato anche per i produttori. In un quadro di questo genere permane dunque ancora ampio spazio di manovra per i player del settore leasing.

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