IFRS 16: cosa cambia per i locatari di un contratto di leasing?

10.12.2018 • Redazione ML

A seguito della conclusione del processo di endorsement del principio contabile IFRS 16, importanti novità impatteranno la rilevazione del leasing e le relative conseguenze contabili e di bilancio per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali sia su base obbligatoria che su base volontaria.

L’IFRS 16 sostituirà lo IAS 17 ed entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2019.

Quali cambiamenti apporterà?

La principale novità introdotta consiste nella fine della distinzione in capo ai locatari (gli utilizzatori) tra leasing operativo e leasing finanziario per quanto attiene la classificazione e il trattamento contabile oltre che all’introduzione del concetto di “right of use”. Per determinare se un contratto contiene il suddetto right of use le aziende dovranno stabilire se vi sia la trasmissione del diritto di controllare l’utilizzo di un bene (oggetto del contratto di locazione) per un determinato periodo di tempo in cambio di un corrispettivo con annesso ottenimento di tutti i benefici economici derivanti dall’utilizzo di quel bene.

Tale novità comporterà senza dubbio notevoli e sensibili variazioni nella valorizzazione delle aziende impattando in particolare sullo stato patrimoniale dei locatari che evidenzierà i beni oggetto di locazione.

Per quanto riguarda il locatore (la banca o un intermediario finanziario), esso continuerà ad adottare un trattamento contabile distinto a seconda che si tratti di un contratto di leasing operativo o di un leasing finanziario in base al trasferimento o meno di tutti i rischi e i benefici connessi all’attività sottostante; di conseguenza, i cambiamenti riguarderanno essenzialmente il modello di business e l’informativa finanziaria con un minore impatto sul bilancio.

L’IFRS 16 prevede due esenzioni consistenti nella scelta in capo al locatario di non applicare le nuove disposizioni ai leasing a breve termine e ai leasing in cui l’attività sottostante è di modesto valore.

Le due applicazioni del IFRS 16

È possibile applicare il principio seguendo due approcci alternativi denominati “cumulative effect approach” e “full retrospective approach”. Se si sceglie di applicare il full retrospective approach si applica la guida prevista dallo IAS 8 mentre se viene scelto il cumulative effect approach il locatario deve riconoscere l’effetto cumulativo dell’applicazione iniziale come aggiustamento al saldo di apertura degli utili non distribuiti alla data di applicazione iniziale. A tal fine i locatari devono applicare tre passaggi per i leasing operativi ossia:

  • Rilevare la passività del leasing alla data di applicazione iniziale;
  • Rilevare l’attività riconducibile al diritto d’uso alla data di applicazione iniziale. Per ogni leasing, la società misurerà il diritto d’uso sulla base del valore contabile dell’attività come se il principio fosse stato applicato dalla data di inizio del contratto ma attualizzato utilizzando il tasso di finanziamento incrementale del locatario alla data di applicazione iniziale o in alternativa, sulla base di un importo pari al valore della passività del leasing rettificato dall’ammontare di eventuali pagamenti anticipati o ratei attivi relativi a tale locazione rilevati nello stato patrimoniale immediatamente precedente alla data di applicazione iniziale;
  • Applicare lo IAS 36.

In caso di leasing precedentemente classificati come finanziari, il cumulative effect approach prevede che il valore dell’attività riconducibile al diritto di utilizzo e il valore della passività alla data di applicazione iniziale equivalga al valore contabile dell’attività oggetto del leasing e della passività del leasing valutato immediatamente prima di tale data applicando lo IAS 17.

Quali conseguenze?

Il nuovo principio contabile genererà un impatto significativo nei bilanci delle società che operano principalmente con beni strumentali ottenuti attraverso contratti di leasing operativo.

In conclusione, ai fini della prima applicazione del nuovo standard è opportuno che le Società identifichino la tipologia dei contratti potenzialmente impattati insieme a una valutazione dei relativi effetti contabili e della scelta della metodologia di transizione da adottare, oltre che a uno sviluppo dell’analisi dei differenti scenari che si prospettano ed infine una valutazione dell’opportunità di rinegoziare i contratti in essere e identificare gli elementi di criticità in fase di stipula di nuovi contratti.

 

Dott. Fausto Salvador e Dott.ssa Anna Cipolletta,

Studio Tributario Societario Salvador

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