Resto al Sud: l’incentivo per le imprese under 46

6.02.2019 • Antonella Cimagalli

Un’opportunità in più anche per gli under 46 e per i liberi professionisti. “Resto al Sud”, l’incentivo del governo – gestito da Invitalia – che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni meridionali, innalza l’età per beneficiare dei finanziamenti e amplia la platea dei destinatari. Una novità – finora le agevolazioni erano riservate solo a chi non aveva ancora compiuto 36 anni – contenuta nella Legge di Bilancio 2019, che consente ai giovani dai 18 ai 45 anni, di ricevere contributi per l’avvio di imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Requisito fondamentale per l’accesso, è la residenza nelle regioni interessate al momento della presentazione della domanda, non avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento e non essere già titolari di un’altra attività d’impresa in esercizio. Per i liberi professionisti che vogliono accedere all’incentivo, la condizione necessaria è non essere titolari di partita Iva nei 12 mesi che precedono la richiesta di agevolazione a Invitalia,   per un’attività analoga a quella proposta per il finanziamento. Dovranno inoltre mantenere la sede operativa in una delle regioni del Mezzogiorno interessate.

“Resto al Sud”, copre il 100% delle spese ammissibili. E’ previsto infatti un:

  • contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo
  • finanziamento bancario del 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le Pmi. Gli interessi, sono coperti interamente da un contributo in conto interessi.

Ogni socio può ottenere un finanziamento massimo di 50mila euro, fino ad un ammontare massimo complessivo di 200mila euro. La dotazione finanziaria complessiva è di 1.250 milioni di euro. Vediamo però nel dettaglio quali sono le spese ammesse all’agevolazione:

  • spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per un massimo del 30% della spesa totale;
  • spese di acquisto macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • spese di acquisto di programmi informatici e servizi per le tecnologie;
  • spese utili per avviare la nuova attività imprenditoriale: materie prime, materiali di consumo, canoni leasing, garanzie assicurative, per un limite massimo di spesa pari al 20% del totale.

Sono invece escluse le spese di progettazione, consulenze e costo del personale dipendente.

Possono presentare la richiesta di finanziamento le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente al 21 giugno 2017, oppure i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni – oppure 120 se sono residenti all’estero – dopo l’esito positivo della valutazione. Invitalia esamina i progetti in base all’ordine di arrivo, e ne valuta la fattibilità, dando una prima risposta formale entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza. Non sono previste graduatorie, e si può presentare la documentazione con calma, perché non c’è un “click day” o una scadenza del bando.

Grazie a “Resto al Sud”, si possono quindi avviare attività imprenditoriali per la produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura. Ma anche occuparsi di servizi alle imprese e alle persone, oppure di turismo. Sono invece escluse dal finanziamento le attività agricole e il commercio. I numeri di Invitalia per “Resto al Sud”, fino al 15 gennaio 2019, parlano di 8.491 domande in compilazione, 5.714 domande presentate e 2.190 domande già approvate.

Torna all'archivio di "Agevolazioni agli Investimenti"
Show Buttons
Hide Buttons