Impresa 4.0: l’innovazione tecnologica a misura di PMI

13.02.2019 • Antonella Cimagalli

E’ stato messo a punto dal governo per aiutare le imprese a crescere, investire e affrontare la cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”, all’insegna dell’innovazione tecnologica. Il Piano Nazionale Impresa 4.0, contenuto nella Legge di Bilancio 2019, prevede infatti misure pensate ad hoc per le aziende che stanno intraprendendo il processo di trasformazione digitale e tecnologica. Tra le novità, spicca l’incentivo a favore delle PMI che decidono di affidarsi alle competenze di un Innovation Manager. Si potrà così finanziare l’acquisizione di consulenze specialistiche a sostegno del processo di trasformazione, attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano. Il contributo a fondo perduto inoltre, è stato creato anche per l’ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali. Il voucher, sarà riconosciuto in misura pari al 50% dei costi sostenuti con un massimo di 40 mila euro (annuali), per le micro e piccole imprese, mentre scenderà al 30% con un tetto di 25 mila euro per le medie imprese. Per le reti d’impresa invece, sarà elevato a 80 mila euro, per coprire fino al 50% delle spese. Sono escluse dal voucher le imprese di grandi dimensioni: quelle che annualmente fatturano oltre i 50 milioni di euro, oppure il cui totale di bilancio annuo supera i 43 milioni di euro. I manager dovranno essere in possesso di determinati requisiti di qualificazione, ed essere iscritti in un apposito elenco che è in via di definizione presso il MISE. Le risorse a disposizione per questo incentivo, ammontano complessivamente a 75 milioni di euro: più precisamente 25 milioni di euro all’anno per il periodo 2019-2021.

Il Piano Nazionale d’Impresa 4.0, prevede numerose misure in favore delle PMI: alcune sono state rimodulate, altre rifinanziate o introdotte ex novo. Per esempio la mini-Ires, che ha subito una riduzione dell’aliquota di 9 punti percentuali, passando dal 24% al 15%. Una imposta nata per agevolare i soggetti che generano utili e li reinvestono in beni strumentali materiali nuovi, e che incrementano l’occupazione. Per quello che riguarda la Nuova Sabatini, rifinanziata con 480 milioni di euro fino al 2023, segnaliamo la riapertura, lo scorso 7 febbraio, dello sportello per presentare la domanda e richiedere il contributo. Si tratta di una misura rivolta a chi desidera acquistare beni in leasing, o tramite finanziamento. Il Piano Impresa 4.0, prende in considerazione anche le esigenze delle PMI che intendono investire per innovare i processi produttivi e i prodotti stessi. Il credito d’imposta per R&S, viene calcolato con un’aliquota del 25%, che aumenta fino al 50% sulle spese incrementali in Ricerca e Sviluppo, rispetto alle spese sostenute per queste attività negli anni 2012-2014. La Legge di Bilancio 2019 ha rifinanziato anche il credito d’imposta per la formazione 4.0, in favore delle imprese che decidono di investire, appunto, nella formazione dei propri dipendenti. Lo scopo è quello di rendere più qualificato il personale nel processo di trasformazione tecnologica e digitale, in linea con quanto previsto dal Piano Impresa 4.0. Un’altra misura prorogata e rimodulata, è l’iperammortamento: una supervalutazione degli investimenti in chiave 4.0, per ciò che riguarda dispositivi o tecnologie, acquistati o in leasing. La Legge di Bilancio 2019 prevede tre aliquote per l’extra-deduzione, in base all’intensità dell’investimento: scaglioni al 170%, al 100% e al 50%.  

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