C’era una volta l’auto: il passato e il futuro della mobilità

3.04.2019 • Redazione ML

Erano gli anni Settanta e il mercato dell’auto era tutt’altro rispetto ad oggi: non sono però solo i volumi ad essere cambiati in questi cinquant’anni, ma anche il rapporto tra i consumatori e il veicolo. In che modo? Vediamolo insieme.

All’epoca l’auto diviene un mezzo popolare che incarna la metafora di una nuova libertà di movimento, di gite fuori porta verso luoghi prima non raggiungibili e della scoperta di un piacere inedito: quello di guida. In questo momento l’acquisto di un’auto è, dunque, fortemente legato al desiderio di possesso di un bene ritenuto di particolare valore sia dal punto di vista economico che sociale.

L’evoluzione della meccanica e dell’ingegneria automobilistica consente poi negli anni Novanta di guardare all’auto come un oggetto di largo consumo, influenzato anche alle mode; emerge quindi il desiderio di cambiare macchina con maggiore frequenza e di guidare veicoli sempre più all’avanguardia; il leasing finanziario si dimostra la soluzione valida a rispondere a questa esigenza.

È dal 2005 che l’approccio del consumatore inizia invece a mutare con l’emergere di nuovi bisogni legati strettamente all’uso del mezzo, il valore si sposta quindi sempre più dalla proprietà all’utilizzo dell’auto. Nel 2015 vi è un ulteriore passaggio, il cliente esprime l’esigenza, infatti, di pagare solo ne momento in cui si serve dell’auto, a cui risponde la rapida diffusione del car sharing e del noleggio a breve termine.

E gli scenari futuri cosa prevedono? Diversi dati, tra cui quelli emersi dal progetto di MondoLeasing “As Lease Could Be” evidenziano come il domani sarà all’insegna della mobilità intermodale. Di cosa si tratta? Un esempio che rende più chiaro il concetto espresso è ciò che accade nel settore della logistica: dal luogo di produzione la merce viene caricata su un tir allestito con un semirimorchio, che viene poi rimosso per essere caricato su un treno merci e successivamente su una nave, fino a giungere a destinazione. In egual modo si prevede lo sviluppo di uno stile di viaggio e spostamento sempre più dinamico e flessibile che permetta di utilizzare il mezzo più conveniente in base alla situazione contingente.

In questi cinquant’anni al mutare dei bisogni sono cambiate anche le soluzioni finanziarie disponibili: dal finanziamento tradizionale si è passati al leasing, al fleet management, allo sviluppo del car sharing e dello short rent. In futuro dovranno invece essere sviluppati prodotti a “spina dorsale”, cioè caratterizzati dall’elasticità di una mobilità che supererà l’auto per integrare probabilmente anche droni e nuove tecnologie, la proprietà sarà dunque un retaggio del passato a fronte dell’incedere di un’economia basata sull’uso e il servizio.

 

Fonte: FCA Bank

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