Ricarica di un’auto elettrica: istruzioni per l’uso

17.06.2019 • Redazione ML

Sebbene nel nostro Paese vi siano ancora ampi margini di crescita, anche l’Italia piano piano si sta aprendo al mondo dell’auto ibrida o elettrica. Qui da noi, infatti, l’incidenza è bassa (4,8%), ma si nota un trend positivo. Certo, siamo ancora lontani da Paesi come Norvegia (60,1%), Finlandia (14,5%), Svezia (13,8%) e Olanda (11,3%), ma indubbiamente la strada intrapresa è quella giusta. Inoltre, le domande su questi prodotti sono ancora molte in primis quelle legate alla ricarica di un’auto elettrica, cerchiamo dunque di fare chiarezza.

Dove è possibile ricaricare un’auto elettrica?

Innanzitutto, sono tre le aree in cui ci si concentra maggiormente l’installazione delle colonnine di ricarica:

  • Punti d’interesse (centri commerciali, cinema, supermercati…);
  • Strade urbane e parcheggi pubblici;
  • Autostrade/strade extraurbane.

Questi punti di ricarica, però, sono insufficienti. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, “In Italia sono 4.207 in 2.108 postazioni, una ogni 14.388 abitanti. La Germania è la migliore in Europa: 22.708 colonnine, una ogni 3.620 persone. In Norvegia invece le colonnine sono 7.855, ma ce n’è una ogni 671 persone”. Per la maggior parte sono gestite da Enel, società italiana dell’energia. Enel ha cominciato a installare stazioni di ricarica dal 2009 partendo da Pisa, Roma e Milano ed entro il 2020 dovrebbero essercene altre 7000.

Curiosità: da qualche giorno anche in Vaticano è possibile ricaricare l’auto elettrica. Sono state installate infatti 12 colonnine e presto saranno in tutto venti i punti di ricarica.

Ma come si effettua la ricarica di un’auto elettrica?

La modalità non è molto diversa da quella utilizzata per il proprio smartphone: la si può considerare, infatti, come un vero e proprio elettrodomestico. Nonostante esistano dei dispositivi che permettono di utilizzare le normali prese di casa queste non sono, però, progettate per essere usate molte ore consecutive ad elevata potenza e i rischi non mancano. La soluzione migliore, quindi, è quella di acquistare una presa CEE industriale.

Si può inoltre sfruttare il proprio impianto fotovoltaico, cosa che rende la mobilità elettrica ancora più conveniente. Per la maggior parte dei proprietari di veicoli elettrici la casa è il punto principale di ricarica dell’auto elettrica. Normalmente i veicoli sostano nel box o nel posto auto diverse ore ogni giorno: questa situazione è ideale, in quanto consente di ricaricare lentamente la batteria. È quindi sufficiente una potenza ridotta per poter avere ogni mattina la batteria completamente carica.

Se si decide di ricaricare l’auto elettrica in strada, invece, occorre individuare la stazione di ricarica più vicina, per poi parcheggiare, collegare il cavo all’auto e avvicinare alla colonnina la card fornita dal gestore. In questo caso la ricarica di un’auto elettrica si differenzia da una che va a benzina: è necessario, infatti, essere in possesso dell’apposita tessera magnetica, simile a un bancomat, che permette di sbloccare lo sportello e inserire l’adattatore. A collegamento effettuato il display visualizzerà il contatore: è possibile verificare quanti kW stanno riempiendo la batteria, proprio come fosse un serbatoio per il carburante.

 

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