Il leasing agroalimentare? All’insegna dell’innovazione

19.06.2019 • Antonella Cimagalli

Fondere tradizione e futuro, metodi antichi e tecnologia ultramoderna. E’ la sfida che affronta il settore agroalimentare, in bilico tra droni, trattori teleguidati, robot e consuetudini legate al mondo contadino. La svolta 4.0 è arrivata anche in agricoltura, le centraline meteo, le webcam e le nuvole informatiche, stanno pian piano sostituendo l’osservazione del cielo, per prevedere i capricci del tempo. Per le aziende del settore agroalimentare, la digitalizzazione significa sostenibilità delle coltivazioni, qualità della produzione, ottimizzazione delle risorse e della filiera produttiva. In pratica, raccolti più abbondanti, colture più sane e meno sprechi, che si traducono in maggiori profitti. Ma anche nel miglioramento della qualità della vita degli addetti al settore. Vantaggi che si possono ottenere con il leasing per i macchinari del settore agroalimentare, visto che sono beni inseriti nel Piano Impresa 4.0, voluto dal Governo. Nel discorso legato all’innovazione tecnologica, le aziende devono tenere conto anche dei cambiamenti idrici e climatici, e dell’aumento della domanda di cibo mondiale, visto che entro il 2050, se ne stima una crescita di circa il 70%. Senza dimenticare che la denutrizione è una tragedia che colpisce ben 815 milioni di persone in tutto il Pianeta. Serve dunque mettersi al passo con i tempi, con un occhio anche delle agevolazioni statali che permettono l’accesso al leasing per il settore agroalimentare.

In questo scenario in continua evoluzione, è chiaro come l’innovazione tecnologica possa rappresentare una risposta valida alle esigenze dell’agrifood, che è uno dei settori di maggiore impatto sociale e ambientale, passando anche per il leasing. E le imprese italiane, a che punto sono, in materia di innovazione 4.0? In realtà, secondo una ricerca presentata nel 2018 dall’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano, insieme con l’Università degli Studi di Brescia, appena l’1% della superficie coltivata complessivamente in Italia, è gestita secondo i principi dell’“agricoltura di precisione”. Una trasformazione molto lenta, sebbene non manchino né i macchinari, né l’offerta a livello nazionale. A rallentare il sistema è piuttosto il ricambio: secondo i dati del Ministero delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo, le immatricolazioni ogni anno sono meno di 20mila. L’età media dei trattori, per esempio, è di 20 anni e appena il 22% ha un’età inferiore ai 10 anni. In generale quindi, macchine obsolete, poco economiche e potenzialmente pericolose per la sicurezza di chi ci lavora quotidianamente. Questi beni però, beneficiano del Piano Impresa 4.0, che permette alle aziende del settore agroalimentare di accedere al leasing: una soluzione ideale per chi desidera rinnovare i macchinari, senza affrontare una grossa spesa iniziale.

A indagare nella realtà delle PMI italiane c’è il progetto di BancaIFIS Impresa, Fattore I, un viaggio attraverso le storie di successo delle imprese, alla ricerca proprio del “fattore” che fa la differenza. Anche nel settore agroalimentare, la tecnologia aiuta la tracciabilità dei prodotti e la certificazione delle origini. Tutte le aziende guardano all’ecosostenibilità e all’introduzione del sistema circolare, per evitare sprechi alimentari. Di certo, l’utilizzo di macchinari più moderni – acquisibili anche attraverso il leasing – sono un valido aiuto in tema di risparmio e salvaguardia ambientale.

 

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