Il leasing muove l’innovazione per le PMI

30.07.2019 • Redazione ML

L’ultimo Market Watch PMI di Banca IFIS ha utilizzato l’innovativa metodologia del web listening per avere una visione reale di cosa richiedono gli operatori di mercato e di quali sono i fenomeni più importanti che caratterizzano i settori produttivi del made in Italy. È emerso in maniera chiara come l’innovazione tecnologica e digitale sarà indispensabile per tutti i processi produttivi e, al contempo, l’ecosostenibilità cambierà i prodotti e il modo di realizzarli.

Tuttavia, la stessa ricerca riportata dal Market Watch PMI, ha rilevato come le imprese ritengano che questi trend di innovazione epocale si possano affrontare solo con un partenariato pubblico-privato supportato da agevolazioni e accordi.

In quest’ottica si sono già mossi i piani europei per la digitalizzazione: a partire dal 2013 in Germania e Regno Unito, passando poi per l’Alliance Industrie du Future nel 2015 in Francia e per arrivare al Piano Industria 4.0 del 2017 in Italia.

Come si è mossa l’Italia per sostenere l’innovazione?

Dal lato della domanda di tecnologie 4.0 ha messo in campo:

  • Formazione digitale.
  • Consulenze tecniche e scientifiche alle PMI.
  • Supporto finanziario all’acquisto di strumentazioni digitali.

Al contempo, per il sostegno all’offerta di tecnologie 4.0 sono stati lanciati:

  • Credito di imposta in R&S.
  • Finanziamenti diretti a progetti di ricerca.

Il risultato? Una decisiva spinta all’innovazione. Secondo una ricerca del Ministero dello Sviluppo Economico il 39,5% delle Micro imprese e il 37,7% delle Piccole imprese hanno adottato il 4.0, con circa 2,5 tecnologie pro capite. Meno definita, invece, la situazione delle Medie imprese che nel 25,9% dei casi usano il 4.0 ma con un più inteso utilizzo medio che arriva a 3,2 tecnologie per impresa.

In altri contesti si è approfondito quanto lavoro ci sia ancora da fare per diffondere l’opportunità offerta dall’innovazione digitale sulle PMI oppure quale sia il divario da colmare rispetto agli altri Paesi europei nelle competenze digitali della forza lavoro. Qui voglio, invece, valorizzare il ruolo del leasing nel promuovere l’innovazione.

Il prodotto leasing è per sua natura uno strumento di sostegno degli investimenti: ha sempre un bene (macchinario, strumentazione, veicolo e via dicendo) oggetto del contratto. Bene che l’impresa utilizza per:

  • innovarsi sostituendo una parte ormai obsoleta del proprio apparato produttivo;
  • oppure per ampliare le proprie capacità aggiungendo elementi alla propria potenza produttiva.

Il suo ruolo poi si rafforza guardando ai vantaggi economici e fiscali che offre: dalla diluizione nel tempo dell’esborso economico, alla rateizzazione dell’IVA nei canoni fino alla capacità, nella maggior parte dei casi, di accelerare la deducibilità fiscale rispetto all’acquisto.

Ma il leasing rappresenta anche la modernità. In un contesto che vede la necessità di affiancare al bene una gamma di servizi o dove, addirittura, il servizio assorbe il prodotto con un processo di servitizzazione che sta caratterizzando molti comparti, formule come il full leasing finanziario o il noleggio costituiscono le modalità migliori a disposizione dell’impresa per acquisire innovazione. Il full leasing è una variante utile per chi è interessato a finanziare non solo il bene ma anche i servizi a esso legati (in primis, la manutenzione), per non avere pensieri e, soprattutto, spese impreviste durante tutto l’arco contrattuale. Il noleggio offre invece il vantaggio della sostituzione con la tecnologia più aggiornata, caratteristica indispensabile in un panorama di innovazione continua.

Da ultimo esaminiamo l’aspetto soggettivo del leasing: chi lo utilizza? Sia i dati italiani sia quelli europei ci dicono che il 75% dei volumi leasing sono prodotti dalle PMI. Questo fenomeno è sicuramente agevolato dalla presenza di un asset materiale che, rimanendo nella proprietà della società di leasing, agevola la valutazione dell’operazione anche nei confronti di Micro e Piccole imprese. Al contempo queste ultime raramente dispongono, al contrario delle grandi aziende, di grandi tranche di finanziamento bancario a cui attingere per l’attività ordinaria e per gli investimenti, come i dati della Banca d’Italia confermano.

In conclusione di questo discorso, non c’è niente di meglio di alcuni dati per confermare la validità del trinomio leasing-PMI-innovazione. In base alle rilevazioni Assilea da marzo a luglio 2019 il 71% degli investimenti assistiti dalla Sabatini ordinaria sono stati effettuati in leasing. Gli investimenti 4.0 con la Tecno Sabatini (tasso di agevolazione maggiorato) sono stati, nello stesso arco temporale, per il 65% in leasing. Si conferma così definitivamente il successo del leasing a sostegno dell’innovazione.

 

Carmelo Carbotti

Responsabile Comunicazione & Prospecting Banca IFIS

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