Come funziona un’auto elettrica?

3.09.2019 • Redazione ML

Auto elettrica: un po’ di storia

Diversamente da quanto si pensa, l’auto elettrica è un’invenzione tutt’altro che recente. Il motore elettrico fece la sua prima apparizione già nella prima metà dell’Ottocento, con la carrozza elettrica realizzata da Robert Anderson, mentre il primo prototipo di auto elettrica fu realizzato da Thomas Parker nel 1884. Le conoscenze limitate del periodo hanno permesso a questo tipo di tecnologia di proseguire il proprio sviluppo solo negli ultimi anni.

Motore e batteria: come funziona un’auto elettrica?

I componenti base di un’auto elettrica sono essenzialmente tre:
• la batteria, cuore dell’auto elettrica;
• l’inverter, l’unità di gestione della potenza che gestisce il flusso di corrente verso il motore e gli altri impianti;
• il motore, che in un’auto elettrica può raggiungere regimi superiori ai 10 mila giri in pochissimo tempo.

In un veicolo alimentato a energia elettrica, il motore utilizza l’energia accumulata dalla batteria trasformandola nell’energia meccanica necessaria a far muovere la vettura. L’energia elettrica accumulata dalla batteria viene trasferita al motore tramite l’inverter, che trasforma la corrente continua dell’accumulatore in corrente alternata (e viceversa) e la invia al motore.

Le prestazioni della vettura dipendono quindi dalla batteria e dalla sua capacità di erogare energia, poi convertita in movimento del motore. Sostituire la batteria con un modello più potente significa quindi aumentarne non solo l’autonomia, ma anche le performance.

Una delle principali caratteristiche di un’auto elettrica è inoltre l’assenza di trasmissione, quindi di un vero e proprio cambio. I comandi a bordo sono simili a quelli di un cambio automatico semplice: niente frizione, ma due pedali per acceleratore e freno e un comando a leva o a pulsanti per marcia avanti, retromarcia, folle, parcheggio e freno di stazionamento.

Auto elettrica: autonomia e ricarica

Uno degli elementi su cui i produttori di auto elettriche stanno lavorando di più è legato all’autonomia della batteria. Oggi le batterie hanno una vita media che può raggiungere i 200mila chilometri prima di essere sostituite, ma ovviamente questa può variare in base allo stile di guida del conducente.

Grazie a qualche piccolo accorgimento in fase di guida, un’auto elettrica può diventare ancora più green. Utilizzare l’azione frenante del veicolo rilasciando l’acceleratore, ad esempio, permette al motore di invertire il suo funzionamento trasformando l’energia cinetica in corrente da restituire alla batteria. I modelli più recenti di auto elettriche sono dotate di un cambio con modalità “brake” (contrassegnata dalla lettera B). In questa modalità, la resistenza elettromagnetica aumenta per potenziare il freno motore in discesa e accelerare l’effetto ricarica.

Per quanto riguarda il sistema di ricarica, su un’auto elettrica sono presenti due prese: una per la ricarica da fonti domestiche e una per impianti ad alto voltaggio, con cui è possibile ottenere una ricarica più veloce (l’80% della capienza utile in 30 minuti). La velocità di ricarica domestica, vincolata dai contratti di fornitura di energia elettrica, può impiegare anche tra le 6 e le 8 ore.

Negli ultimi vent’anni il settore delle auto elettriche ha visto notevoli sviluppi, non solo a livello di prestazioni di batteria ma anche per quanto riguarda le stesse vetture. Le batterie sono state sviluppate per essere più leggere e meno ingombranti, così da poter essere posizionate sotto il pavimento e liberare spazio utile sugli assi o nel bagagliaio. Un passo in avanti, in alcuni casi, è stato fatto anche a livello di materiali: più leggeri, come alluminio, carbonio e compositi, spesso in abbinamento a materiali ecologici, riciclati ed eco-compatibili.

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