Leasing strumentale: focus sul mercato del remarketing

17.09.2019 • Redazione ML

Uno dei temi più discussi da chi si occupa di leasing è il remarketing dei beni, ovvero il recupero e la ricollocazione nel mercato di veicoli, macchinari, attrezzature, immobili, e tutto ciò che può riguardare un contratto di leasing in cui il debitore risulta insolvente.

Due fattori che influenzano particolarmente questo settore sono: l’andamento del mercato di riferimento e le novità tecnologiche. L’innovazione digitale, infatti, ha ormai modificato drasticamente l’intero processo industriale (ad oggi parliamo di Industria 4.0), inoltre i Big Data, l’AI (Intelligenza Artificiale) e l’IoT (Internet of Things) hanno permesso di rivoluzionare anche il comparto del leasing poiché consentono di raccogliere dati fondamentali sul bene in questione. Sempre più aziende che producono macchinari, scelgono infatti di installarvi dei chip che tracciano e analizzano informazioni in tempo reale come il livello di utilizzo, le performance e la necessità di manutenzione del bene e questo, in un secondo momento, rende possibile una più accurata gestione e valutazione del singolo bene, del portafoglio e degli assets da parte delle società di leasing.

In generale, il mercato del remarketing nel leasing ha una portata da non sottovalutare, sebbene nel 2018 sia stata registrata una diminuzione del 16% degli NPL (contratti non-performing) rispetto all’anno precedente.

Il remarketing nel leasing strumentale

Per quanto riguarda il comparto strumentale, secondo i risultati delle indagini NPL condotte da Assilea, è stato evidenziato che nel 2018 sono diminuiti sia il numero di contratti chiusi con passaggio a perdita della posizione o rivendita a terzi del bene sia i beni venduti, in base all’analisi delle dinamiche dei prezzi di rivendita e all’analisi dei tempi dei beni recuperati e venduti nel 2018. I contratti la cui procedura di recupero si è conclusa nel 2018 sono il triplo dei beni venduti nello stesso anno (3388 contro i 1232 beni venduti).

I canali che possono essere utilizzati per ricollocare i beni sono molti ma spicca su tutti la rete dealer/fornitore, utilizzata da circa il 60% delle società di leasing. Seguono il sito internet proprietario (26,3%), aste e siti specializzati (10,5%) e aste sul sito proprietario (5,3%).

L’analisi dedicata ai beni ex-leasing di Assilea ha analizzato:

  1. Tasso di recupero
  2. Perdita media in base alla fungibilità del bene
  3. Tempo di recupero

Nel comparto strumentale è in diminuzione il numero dei contratti chiusi con bene venduto mentre è in crescita il tasso di recupero sul costo del bene. In calo invece la probabilità di recupero del bene, con relativo incremento delle perdite. In particolare, la più alta probabilità di recupero si verifica nel comparto dei macchinari per l’edilizia, mentre sono meno fungibili i macchinari utilizzati per la lavorazione del legno, per il commercio e per l’industria alberghiera.

Per quanto riguarda i tempi di recupero invece, dalla decorrenza alla vendita del bene, trascorrono in media 78 mesi, con differenze significative per tipologia di bene: ad esempio, i macchinari per l’edilizia e per il sollevamento pesi fanno registrare, nell’arco di 9 anni, curve di degrado molto importanti, rispettivamente del 53,7% e 35,5%.

Nel comparto strumentale quindi, rispetto allo scorso anno, sono in diminuzione i beni NPL da recuperare (33.300 nel 2017 – 30.150 nel 2018) e da vendere (34.450 nel 2017 -31.100 nel 2018).

Sebbene questo dato sia confortante, c’è ancora molto lavoro da fare.

Torna all'archivio di "Beni Industriali"
Show Buttons
Hide Buttons