Quanta innovazione c’è nelle imprese italiane?

24.09.2019 • Daniela Serra

Se l’innovazione è la capacità di migliorare e trasformare l’esistente generando nuove fonti di ricchezza economica e sociale, gli investimenti in ricerca e sviluppo portano il paese a cicli virtuosi di cambiamento, creando posti di lavoro e consentendo di essere competitivi nella scena globale.

Il ritorno in termini economici degli investimenti in innovazione sembra essere ben chiaro alla Comunità Europea, che da anni misura l’indice di innovazione dei Paesi membri nell’Unione Europea stilando una classifica di competitività: l’European innovation scoreboard 2019.

Sempre per supportare gli investimenti in innovazione, all’inizio dell’estate la Comunità Europea ha lanciato, in fase di test, l’EIC – European Innovation Council (Consiglio europeo dell’innovazione). Dal 2021 l’EIC avrà un ruolo chiave nella gestione dei finanziamenti per l’innovazione nell’ambito del programma Horizon Europe. Il suo obiettivo sarà infatti quello di supportare, attraverso il reperimento di fondi, il finanziamento di PMI e startup innovative rendendo l’Europa ancora più competitiva.

European innovation scoreboard 2019

Il “Quadro europeo di valutazione dell’innovazione” pubblicato a giugno 2019 dalla Commissione Europea mostra i risultati conseguiti dall’UE in materia di innovazione. L’osservatorio indica ai paesi membri dell’UE le linee guida e i risultati ottenuti a seguito degli investimenti effettuati.

Secondo il report, l’Europa ha registrato miglioramenti per quattro anni consecutivi. Per la prima volta, l’UE ha superato gli Stati Uniti in tema di innovazione, ma ha anche visto aumentare ulteriormente il divario con paesi come la Corea del Sud e il Giappone. Circa i due terzi della crescita economica europea registrata negli ultimi decenni sono attribuibili all’innovazione.

 

Come si posiziona l’Italia nel contesto Europeo dell’innovazione?

L’Italia, nel panorama europeo, si posiziona tra i Paesi definiti “moderate innovators”, con un basso livello di esportazioni ad alto valore tecnologico.  Pur avendo migliorato la propria posizione dal 2011 al 2018, l’Italia fatica ancora a diventare un paese fortemente tecnologico.

Le difficoltà maggiori che le imprese italiane si trovano a fronteggiare sono il sostegno pubblico agli investimenti in tecnologia e le competenze interne dei lavoratori. Per investire in tecnologia le imprese hanno bisogno da un lato di adottare un processo di trasformazione che coinvolga tutta l’azienda, dall’altro di supporto da parte dello Stato.

Gli ultimi anni hanno visto una crescita esponenziale delle nuove tecnologie: si sente sempre più spesso parlare di realtà aumentata, robot, IoT (Internet of Things). Queste tecnologie sono in grado di mutare fortemente i processi e le dinamiche produttive esistenti, ma spesso richiedono importati investimenti e complesse riorganizzazioni a livello aziendale.

I risultati 2018 dell’Osservatorio sulla “Digitalizzazione delle PMI italiane” del Politecnico di Milano mostrano un’Italia composta da 4 milioni di imprese, per lo più micro imprese, per il 58% concentrate nel nord Italia. Gli investimenti in innovazione e tecnologie 4.0 vengono fatti soprattutto da grandi imprese, le poche in grado di sostenere progetti così importanti.

Nonostante nel 2017 le stime del mercato dell’Industria 4.0 per il 2018 – comprensivo di soluzioni tecnologiche e servizi – fossero di 3,2 miliardi di euro circa, sono ancora poche le imprese che per la propria crescita hanno scelto di puntare sull’innovazione. Inoltre, il 50% delle imprese che ha investito in beni strumentali o tecnologie 4.0 si è avvalsa degli incentivi statali forniti sotto forma di finanza agevolata, come Sabatini tech, Super e Iper ammortamento.

L’importanza di puntare sull’innovazione in Italia è dimostrata anche dalla recente creazione del dipartimento per la trasformazione digitale. Il dipartimento, che sarà operativo dal 2020, si occuperà di attuare e spingere su tutte le iniziative del Governo in tema di innovazione e digitalizzazione del paese.

Per le imprese che saranno in grado di sviluppare un ecosistema adatto per investire e innovare, la sfida rimane aperta.

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