Leasing e sharing mobility: l’arte di condividere

24.10.2019 • Daniela Serra

Uno dei trend globali di maggior interesse degli ultimi anni è sicuramente legato alla sharing economy: la tendenza degli utenti a percepire i prodotti non più come una proprietà ma un bene di cui usufruire con tempi e modalità definite. La sharing economy ha ormai coperto tutti i settori, dalla condivisione di immobili, musica e contenuti video fino alle auto. Il cambio di paradigma da possesso del bene a condivisione, riuso ed esperienza porta le aziende produttrici allo studio di nuove soluzioni di offerta. Le imprese presentano al mercato prodotti arricchiti di servizi con modalità diverse, l’acquisto diventa secondario mentre la percezione e l’esperienza d’uso assumono un ruolo determinante. In particolare, la sharing mobility ha avuto un impatto forte sulla percezione degli spazi e degli spostamenti cittadini.

La sharing mobility, permette agli utenti di utilizzare un veicolo su prenotazione noleggiandolo per un breve periodo di tempo. Numerose le applicazioni della sharing mobility che coprono quasi tutte le tipologie di locomozione dei privati:

  • Automobili
  • Cicli e motocicli
  • Monopattini elettrici, in fase sperimentale in alcune città.

L’utilizzo dei prodotti con questa nuova modalità si sta sviluppando soprattutto nelle grandi città, sia per ragioni di massa critica, in quanto capaci di attirare gli investimenti necessari, sia per esigenze ambientali e logistiche.


L’Italia guida in sharing?

Da questo punto di vista l’Italia si sta dimostrando un paese “vivace” e sta abbracciando sempre di più questa nuova forma di mobilità. Secondo il 3°Osservatorio della sharing mobility (2018) sono 363 i servizi di sharing mobility attivi in Italia, di cui il 60% si trova nel nord Italia. Il bacino di utenti stimato è intorno ai 5,2 milioni, con una crescita del 24% rispetto all’anno precedente.

Non solo le flotte di sharing stanno riscuotendo un successo di pubblico sempre maggiore ma hanno anche un impatto positivo a livello ambientale con una flotta sempre più “green”, che privilegia un’alimentazione elettrica ai combustibili tradizionali.


Perché le persone preferiscono la sharing mobility?

Sono numerose le motivazioni che spingono le persone a scegliere di utilizzare servizi di sharing piuttosto che acquistare un mezzo di proprietà:

  • i costi elevati dei parcheggi e dei box auto in città
  • la disponibilità dei mezzi pubblici
  • l’utilizzo saltuario dell’auto, grazie anche a servizi come la consegna a domicilio della spesa o servizi di concierge.

Oltre al cambio di abitudini, una spinta enorme arriva dalla tecnologia, sempre più accessibile. La penetrazione degli smartphone, la disponibilità di una connessione internet e la facilità d’uso delle applicazioni che gestiscono i servizi di sharing rappresentano leve incredibili per lo sviluppo della sharing economy.

 

Leasing e sharing: mix vincente

Come fanno le società di sharing a gestire l’investimento a fronte di questa attività? L’avvio di un business nella sharing economy non è di sicuro di facile approccio, servono competenze ma anche fondi. Alla spesa legata all’acquisto delle flotte si sommano infatti i costi amministrativi e di gestione delle flotte stesse, oltre a quelli di comunicazione e marketing.

Una soluzione è il finanziamento in leasing. Sostenere la spesa di una flotta tramite il pagamento di un canone mensile evita infatti alla società di affrontare l’intero importo in un’unica tranche.

L’unione di leasing e sharing si rivela quindi il mix ottimale per investire nell’arte di condividere. Il leasing infatti offre la flessibilità di un maggior potere d’acquisto e l’esperienza di un consulente preparato, in grado di affiancare l’imprenditore nella scelta migliore.

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