Veicoli ibridi: un primo passo verso la mobilità green?

5.11.2019 • Beatrice Maurizi

Nel turbinio di informazioni legate alle auto ad alimentazioni alternative, i veicoli ibridi ricoprono un ruolo di rilievo. La situazione di questo mercato è eterogenea: le differenze tra il contesto nazionale e quello europeo sono sostanziali, inoltre l’ampia gamma di motori ibridi disponibili sul mercato rischia di generare confusione tra chi si affaccia per la prima volta al segmento delle automobili ecofriendly. Cerchiamo dunque di fare chiarezza.

I veicoli ibridi: un’etichetta, quattro anime

Quando si parla di veicoli ibridi ci si riferisce comunemente alla presenza di due motori: uno elettrico e uno termico. Questa tecnologia negli ultimi anni si è però distinta per un rapido sviluppo, che ha consentito la progettazione di modelli sempre più performanti. Possiamo, dunque, identificare quattro tipologie di veicoli ibridi:

  • Micro Hybrid: l’impianto elettrico è più efficiente rispetto ai mezzi tradizionali. Attraverso il dispositivo Start&Stop è possibile recuperare energia, ma il motore elettrico non è prettamente dedicato alla trazione.
  • Mild Hybrid: il contributo del motore elettrico è limitato solo ad alcuni momenti, come l’accensione e la marcia a bassa velocità.
  • Full Hybrid: motore elettrico e termico funzionano in sinergia. Inoltre, l’energia del motore termico e le decelerazioni consentono di ricaricare la batteria elettrica.
  • Plug-in Hybrid: il motore elettrico e le batterie sono più potenti rispetto alle full hybrid e consentono la ricarica dalla colonnina e un’autonomia fino 50/60 km. Si tratta della tecnologia attualmente più performante.


L’ibrido in Italia

Di anno in anno con l’uscita di nuovi modelli aumentano l’affidabilità e l’interesse di imprese e privati per i veicoli ibridi, anche in Italia. Secondo il rapporto GreenItaly 2019 “le vendite di auto ibride (escluso plug-in) nel nostro Paese sono state 82.000 nel 2018, con una quota del 13,5% nel mercato europeo ad alimentazione alternativa, e una crescita tendenziale del 29%; l’Italia è diventata il terzo mercato di auto ibride tradizionali (escluso plug-in) in Europa”. Anche i veicoli ibridi plug-in ed extended-range hanno ben difeso la loro percentuale di volumi con oltre 4.700 vendite (+66% sul 2017).

Dai risultati di Mobilità alla Spina 2019 sono invece emersi i pareri di 100 Fleet Manager sui vantaggi e le sfide della mobilità sostenibile. A proposito di ibrido le idee sono piuttosto chiare: per ora si prediligono i Full Hybrid rispetto ad altre tipologie di veicoli ibridi. Tra le principali evidenze si sottolinea poi il trend in crescita dell’assegnazione dei mezzi ibridi come veicoli ad uso promiscuo (quasi il 90% del totale). Un segnale importante, questo, che sottolinea come tale tipologia di mezzi possa sostituire ormai a tutti gli effetti un veicolo ad alimentazione tradizionale.

Il 40% del campione, inoltre, afferma di voler incrementare i veicoli ibridi nei prossimi 12 mesi. Un primo passo per avvicinare le flotte aziendali al mondo della mobilità elettrica? Solo l’ulteriore sviluppo tecnologico e del mercato potranno dircelo.

 

Fonti: GreenItaly 2019 e Mobilità alla Spina 2019

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