Credito d’imposta 2020: quali novità per l’impresa 4.0?

25.11.2019 • Redazione ML

Favorire le PMI nella transizione digitale attraverso gli investimenti per l’impresa 4.0: è questo l’obiettivo del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e della proposta di introduzione del nuovo credito d’imposta 2020 valido per tre anni.

Addio quindi a super e iperammortamento, che hanno aiutato gli investimenti di medie e grandi imprese (con record di investimenti nel 2017 e successivo calo) e porte aperte ad un nuovo credito d’imposta impresa 4.0 diviso in 5 categorie.

Con la nuova proposta, le 5 tipologie di credito d’imposta per gli investimenti si dividono in:

  • beni strumentali
  • beni 4.0
  • beni immateriali
  • ricerca e sviluppo
  • formazione 4.0.

Per quanto riguarda gli investimenti in beni strumentali, il superammortamento passa dal 7,2% senza limiti di utilizzo ad un 6% con limite fino a 2 milioni di euro di investimento.

Per l’acquisto di beni 4.0 (ex iperammortamento), il credito d’imposta per l’impresa 4.0 si presenta con due aliquote:

  • aliquota al 40% (era 40,8%) per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • aliquota al 20% (era 24%) per investimenti tra i 2,5 e i 10 milioni di euro.

Nessuna traccia dei vantaggi fiscali per la terza aliquota dell’iperammortamento per investimenti tra i i 10 e i 20 milioni di euro.

Il terzo tipo di credito d’imposta riguarda l’investimento in beni immateriali (come ad esempio i software). Attualmente si ferma al 9,6%, mentre con il 2020 arriverebbe al 15% per investimenti fino a 500 mila euro. Un’altra differenza quindi rispetto all’attuale sistema, dove non esiste limite di spesa. Inoltre, con la nuova proposta gli investimenti per questa tipologia di beni risulterebbero slegati dall’acquisto di beni materiali, oggi prerequisito indispensabile.

Per questi tre casi cambia anche la compensazione, attualmente legata alla durata dell’ammortamento dei beni strumentali e che si attesta su una media maggiore di 5 anni. Con la nuova proposta la compensazione sarà, per tutti, della durata di 5 anni a partire dal mese di gennaio dell’anno successivo all’acquisto del bene.

Per quanto riguarda gli investimenti in Ricerca e Sviluppo l’oggetto di spesa si allarga all’innovazione e al design. Inoltre, mentre oggi la percentuale di aliquota è fissa al 25% per tutti (per alcune spese al 50%), da gennaio 2020 si passa a tre aliquote:

  • 12% per spese in Ricerca e Sviluppo fino a 3 milioni di euro;
  • 6% per spese in Innovazione fino a 1,5 milioni di euro;
  • 6% per spese in design fino a 1,5 milioni di euro.

Il tutto compensato in 3 anni.

Sono previsti infine cambiamenti anche in ambito formazione 4.0. L’utilizzo oggi stimato è di 250 milioni di euro: i tecnici del Mise rivedono l’utilizzo al ribasso, a 20 milioni di euro. La modifica principale prevede l’eliminazione della necessità di concordare il piano di formazione con le forze sindacali a livello aziendale e territoriale, così da velocizzarne il processo.

Da misure come il Super e Iperammortamento a cinque diverse tipologie di credito d’imposta, a partire da gennaio 2020: questo in estrema sintesi quanto prevede la proposta del Ministro dello Sviluppo Economico. L’unico nodo da sciogliere rimane la mancanza di risorse, che ad oggi coprono soltanto il primo dei tre anni di validità della nuova proposta per l’impresa 4.0.

 

di

Alessio Sartore, PhD in Comunicazione d’impresa

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