Investire in green economy è conveniente?

2.12.2019 • Beatrice Maurizi

Il mercato è sempre più verde, la green economy è il trend del 2019. Questo ciò che emerge dal rapporto GreenItaly di Fondazione Symbola che evidenzia come il 2019 sia stato l’anno record per gli investimenti a favore dell’ecosostenibilità. Sono oltre 432 le imprese italiane che hanno scelto di affacciarsi alla green economy nel triennio 2015-2019 o dichiarano di averlo tra i loro piani entro la fine dell’anno. Ridurre il proprio impatto ambientale, abbattere le emissioni di anidride carbonica e risparmiare energia, questi gli obiettivi di prodotti e tecnologie su cui si è concentrato l’impegno economico.

Ma cos’è la green economy?

Se ne parla molto, ma non tutti se interrogati potrebbero dare una definizione chiara di green economy. Dunque, eccone una da cui partire: si tratta di un modello di sviluppo economico che nella costruzione dei suoi processi produttivi e dei suoi progetti di business prende in considerazione sia i benefici sia l’impatto ambientale che questi potrebbero avere. Questa è la direzione che si vuole tracciare quando si parla di sviluppo sostenibile.

La green economy crea profitto?

Questa è la domanda che potrebbero porsi i più scettici, coloro i quali, al di là dei valori etici che circondano questo modello di sviluppo, desiderano comprendere se quello della green economy sia o meno un mercato su cui investire. La risposta è sì, si tratta di un settore che sta crescendo di anno in anno soprattutto dal punto di vista dell’occupazione. L’Atlante del lavoro redatto dall’Inapp (l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche) mostra dati interessanti:

  • Circa il 21% delle risorse umane impiegate in Italia hanno una professione o sono coinvolti in processi legati alla green economy.
  • I settori con il maggior numero di contratti green sono: public utilities, costruzioni, servizi sociali e manifattura.
  • Sul podio delle regioni con più professionisti green vi sono: Sicilia, Calabria e Liguria.

Le prospettive per l’Italia

Nonostante la strada da fare sia ancora molta, i segnali sono positivi: negli ultimi anni sono aumentati i brevetti green in Italia, dato in controtendenza rispetto a quello generale. Inoltre, il nostro paese ha raggiunto il terzo posto dopo Cina e Giappone per numero di certificazioni ISO14001, una norma ad adesione volontaria dedicata per l’appunto alla gestione ambientale.

 

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