Sostegno all’innovazione: cosa chiedono le PMI per il 2020?

16.12.2019 • Beatrice Maurizi

Cosa manca alle PMI per diventare 4.0? L’innovazione è un tema particolarmente sentito da molti settori del tessuto imprenditoriale italiano. Il Made in Italy continua ad essere riconosciuto come sinonimo di qualità in tutto il mondo, ma il suo sviluppo richiede un connubio sempre maggiore tra tradizione e tecnologie. L’innovazione infatti passa anche per l’adozione di nuovi macchinari, necessari ad ottimizzare i processi di produzione.

Tra i principali ostacoli che minano la competitività delle PMI italiane nei confronti delle aziende straniere compaiono tassazione e burocrazia, ma anche l’esistenza di strumenti di supporto a medio-lungo termine non sempre efficaci. In termini di innovazione le PMI italiane soffrono spesso della dipendenza dal rinnovo o meno delle misure presenti nelle Leggi di Bilancio, precarietà che può minare alla base progetti di business a lungo termine. Se un piano industriale o un business plan delineano le linee di crescita di un’azienda nell’arco di un triennio o di un quinquennio, le misure di agevolazione agli investimenti hanno spesso un respiro molto più breve.

In un contesto come quello italiano, poi, è fondamentale che le misure siano accessibili a tutta quella rete di micro, piccole e medie imprese che costituiscono il nostro patrimonio imprenditoriale. Misure come Industria e Impresa 4.0 hanno comunque riscosso un buon successo. I dati emersi dall’analisi di un campione di imprese associate ad A.P.I. (Associazione Piccole e Medie Industrie) evidenziano un aumento degli investimenti nel 2019.

Quali sono le aziende che si possono considerare delle top performer dal punto di vista dell’utilizzo di tali agevolazioni?

  • Al primo posto le imprese del settore meccanico: il 73% di queste aziende, infatti, ha fatto richieste nell’ambito del piano di agevolazioni, assorbendo il 58% degli investimenti;
  • al secondo posto troviamo le aziende del comparto chimico, con solo il 9% di aziende, ma il 29% degli investimenti.

Cosa serve per sostenere l’innovazione?

La risposta principale sta nel concetto di interconnessione, passo fondamentale da compiere per introdurre soluzioni innovative all’interno delle PMI, al di là del macchinario. Persone, strumenti e gestionali devono comunicare fra loro lungo tutta la filiera produttiva, così da ottimizzare prodotti, processi e ambienti di lavoro. La banda larga è ovviamente un fattore fondamentale di questo iter: la sua diffusione non è ancora capillare e ciò rallenta necessariamente lo sviluppo di un tessuto produttivo in ottica smart.

Investire in innovazione, inoltre, vuol dire investire nelle persone che fanno parte di un’azienda, in particolare nella loro formazione. Per questo è necessaria un’integrazione sempre maggiore tra il mondo della scuola e le imprese: la sinergia tra queste due sfere è fondamentale per preparare e formare tecnici e consulenti che potranno così accompagnare le aziende nel proprio percorso di sviluppo.

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