Finanza sostenibile: le 7 scelte chiave per il cambiamento

7.02.2020 • Redazione ML

Fino a qualche anno fa il termine finanza sostenibile faceva sorgere più di qualche dubbio ai non addetti ai lavori. Oggigiorno la finanza sostenibile è una realtà nota e consolidata guidata da un unico obiettivo: cambiare in meglio il mondo prendendo decisioni che tengano conto dell’impatto sul Pianeta e sul sistema.


Cos’è la finanza sostenibile? I criteri ESG

La finanza sostenibile è l’applicazione del concetto di sviluppo sostenibile all’attività finanziaria. L’idea di fondo rimane quella di garantire la “capacità di futuro”, cioè l’uso razionale delle risorse in modo da non compromettere la capacità delle risorse stesse di continuare a produrre valore nel tempo.

La finanza sostenibile ha l’obiettivo di creare valore nel lungo periodo, indirizzando i capitali verso attività che non generino solo un plusvalore economico, ma che siano utili alla società e che non superino la capacità del sistema ambientale. Giorno dopo giorno quindi, i principali player finanziari si sono chiesti: come possiamo fare finanza in modo più etico e rispettoso dell’ambiente e della società?

Nel corso degli anni l’interesse verso la finanza sostenibile è aumentato e, di conseguenza, i prodotti finanziari ideati con questo approccio si sono moltiplicati. Tutti però partono da una solida base costituita dall’integrazione dell’analisi dei dati finanziari con quella dei fattori ambientali, sociali e di buon governo. Tre termini racchiusi nell’acronimo ESG: Environment, Society e Governance.

In dettaglio:

  • Ambiente: consiste nel valutare le proprie scelte in funzione dell’energia utilizzata, dell’impegno contro il cambiamento climatico e all’uso (ponderato o meno) delle risorse naturali;
  • Società: consiste nel tenere conto delle condizioni di lavoro dei dipendenti e dei rapporti con le comunità locali e il territorio;
  • Governance: un’azienda con una governance di livello è trasparente ed equa in tutte le sue scelte, dalle retribuzioni ai legami con la politica.


7 strategie a supporto della finanza sostenibile

Essere finanziariamente sostenibili non implica l’adozione di una strategia uguale per tutti: ogni operatore finanziario ha esigenze e obiettivi diversi. L’EUROSIF, il Forum Europeo per gli Investimenti Sostenibili e Responsabili, ha voluto tracciare i confini della finanza sostenibile identificando sette strategie che permettono di investire responsabilmente il proprio denaro.

  1. Investimenti tematici: i capitali vengono investiti soltanto in alcuni settori: efficienza energetica, salute, energie rinnovabili e così via;
  2. Investimenti “best in class”: investire su aziende che ottengono performance ESG migliori;
  3. Rispetto di norme e standard internazionali: investire unicamente in imprese e stati che aderiscono a determinate convenzioni dell’Onu o di altre sue agenzie;
  4. Esclusioni: questa strategia consente ad un investitore di escludere dal proprio portafoglio i settori ritenuti poco etici. Di norma si tratta di tabacco, armi, pornografia, ma anche OGM, esperimenti sugli animali, energia nucleare;
  5. Integrazione delle istanze ESG nell’analisi finanziaria: includere nell’analisi finanziaria standard le istanze ESG, sia nelle decisioni di investimento che nei rendimenti attesi;
  6. Engagement: l’investitore cerca di avere un ruolo attivo nelle scelte ambientali, sociali e di governance dell’azienda, dialogando con il management (soft engagement) o esercitando il suo diritto di voto nell’assemblea degli azionisti (hard engagement);
  7. Impact investing: investire in aziende, fondi e organizzazioni perseguendo due obiettivi principali: dal un lato generare un ritorno finanziario: dall’altro lato, dare vita ad un impatto ambientale e sociale positivo, concreto e misurabile.
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