Credito d’imposta per beni strumentali: il vincolo di localizzazione

27.02.2020 • Beatrice Maurizi

Il 2020 è stato l’anno dell’addio a super e iperammortamento e dell’introduzione del credito d’imposta per beni strumentali. Con questo cambio legislativo è tornato al centro dell’attenzione il tema dell’obbligo di localizzazione, cioè la necessità che i macchinari interessati da agevolazione siano utilizzati all’interno di strutture produttive con sede nazionale.

Il vincolo di localizzazione: un breve flashback

Il tema dell’obbligo di localizzazione per i beni strumentali emerge per la prima volta nel 2018, con il cosiddetto Decreto Dignità: tale vincolo valeva per macchinari soggetti a iperammortamento. Prima di allora l’unico vincolo per la realizzazione di investimenti agevolati era che l’impresa richiedente avesse sede in Italia. Non vi era però alcuna definizione del perimetro territoriale di utilizzo del bene e questa linea è stata mantenuta con il superammortamento.

La novità del credito d’imposta per beni strumentali

Con la Legge di Bilancio 2020, che include il credito d’imposta per beni strumentali, le condizioni sono mutate. Da questo momento infatti il diritto al bonus fiscale è subordinato alla localizzazione del bene, che deve essere destinato a strutture produttive collocate sul territorio nazionale. Questo vale sia per i beni ordinari sia per le attrezzature 4.0.

Un vuoto normativo circonda però quei beni che per loro stessa natura sono destinati all’utilizzo in più sedi produttive, anche estere, come ad esempio il cantiere di un’impresa di costruzioni italiana che abbia appalti anche al di là dei confini nazionali. In questo caso, si ritiene che il credito d’imposta per beni strumentali sia applicabile, a patto di dimostrare che il bene sia fisiologicamente utilizzabile in più sedi.

Delocalizzazione pre e post acquisto

Alla luce del vincolo di localizzazione il credito d’imposta per beni strumentali:

  • non può essere applicato se il bene è destinato a sedi estere e non spetta fin dall’acquisto;
  • deve essere ricalcolato nel caso in cui il bene venga destinato all’estero successivamente all’acquisto. Ciò accade se il trasferimento avviene entro il secondo periodo d’imposta. Inoltre, se si è già goduto dell’agevolazione, il rischio sarà di dover restituire all’Erario la quota utilizzata in eccesso rispetto al ricalcolo dell’ammontare del beneficio.

 

È importante considerare, infatti, che nella disciplina del credito d’imposta il monitoraggio rispetto alla delocalizzazione termina al secondo periodo d’imposta, mentre per l’iperammortamento veniva eseguito lungo tutto il periodo di ammortamento. Lo stesso vale per la cessione: il bene va mantenuto almeno fino al termine del secondo periodo d’imposta successivo all’acquisto, dal momento che, in caso contrario, sarà necessario ricalcolare il credito d’imposta per i beni strumentali ed eventualmente restituire parte del goduto.

Torna all'archivio di "Leasing e Noleggio"
Show Buttons
Hide Buttons