Coronavirus: imprese e solidarietà per battere la pandemia

22.04.2020 • Antonella Cimagalli

Dalle mascherine ai ventilatori polmonari, dalle donazioni ai benefit a favore dei propri dipendenti. Le iniziative di solidarietà da parte di colossi industriali o delle PMI, per far fronte all’emergenza Covid-19, sono numerosissime. Ognuno contribuisce come può e i risultati del connubio imprese e solidarietà sono arrivati e sono notevoli.

Tra donazioni e fondi, alla metà di aprile sono stati raccolti circa 660 milioni di euro. Somme donate alla ricerca, oppure destinate all’acquisto di materiali e forniture utili al sistema sanitario. Per alcune imprese, la solidarietà si è concretizzata in premi o agevolazioni ai dipendenti che sono rimasti sul posto di lavoro, garantendo le linee produttive. Le iniziative che hanno preso vita in tutta Italia sono numerose, ed è impossibile mapparle tutte.

Tra le aziende venete, possiamo citare Bonollo, distilleria che ha deciso di realizzare disinfettanti a base alcolica, e Grafica Veneta, che ha rallentato la stampa dei libri per produrre oltre due milioni di mascherine gratuite per i cittadini del Veneto. Imprese e solidarietà: tante storie che raccontano un Paese pronto a rispondere senza esitazioni all’emergenza che ha travolto il mondo.

Grandi gruppi industriali o microimprese: prove di generosità

Azioni di solidarietà arrivano da alcuni grandi nomi dell’imprenditoria italiana. Qualche esempio:

  • la famiglia Ferrero, che ha donato 10 milioni di euro a strutture di emergenza;
  • la famiglia Della Valle, che ha pensato ai congiunti del personale sanitario vittima del Coronavirus, stanziando 5 milioni di euro;
  • Leonardo Del Vecchio di Luxottica, che ha deciso integrare la cassa integrazione per garantire uno stipendio pieno ai propri dipendenti, e ha inoltre fatto una donazione di 10 milioni di euro a una struttura milanese;
  • Pirelli, che ha donato 65 dispositivi per la ventilazione assistita, 5mila tute per utilizzo sanitario e 20mila mascherine per gli ospedali lombardi.

Imprese e solidarietà anche dal mondo dell’alta moda, con i principali brand del made in Italy. Da Giorgio Armani a Valentino, da Prada a Gucci passando per Fendi, Versace, Trussardi e Dolce&Gabbana: tutti hanno contribuito all’emergenza staccando assegni milionari o donando direttamente postazioni per le terapie intensive degli ospedali. In molti poi hanno considerato di convertire la produzione per creare camici o mascherine, indispensabili per medici e infermieri che combattono in prima linea contro il Covid-19.

Donazioni e iniziative benefiche all’insegna di imprese e solidarietà anche da parte della grande distribuzione: catene come Despar, Carrefour, Vegè e Coop hanno congelato i prezzi di molti prodotti e previsto la spesa a domicilio per chi non è autosufficiente. Anche il gruppo alimentare cesenate Amadori ha annunciato un impegno di 2,2 milioni di euro per alcune strutture del territorio, mentre il gruppo veronese Rana ha deciso di aiutare i propri dipendenti con un piano di aumenti salariali del 25% e un bonus di 400 euro per i servizi di baby-sitting.

La catena di negozi dedicata agli articoli sportivi Decathlon ha invece donato 10mila maschere da snorkelling alle Regioni italiane. Si è scoperto infatti che grazie a una valvola modificata, le maschere si trasformano in respiratori di emergenza. A dare una mano per produrre valvole e raccordi c’è anche la Ferrari: nello stabilimento di Maranello si lavora da giorni a pieno ritmo. Così come Fca, che sta contribuendo alla produzione di elettrovalvole, “motore” dei ventilatori polmonari.

Anche Banca Ifis ha deciso di fare la sua parte fin dall’inizio dell’emergenza prendendo parte venerdì 13 marzo all’evento streaming L’Italia Chiamò a sostegno della campagna di raccolta fondi per la Protezione Civile. Per Pasqua ha scelto invece di donare ai propri dipendenti un cofanetto pasquale del progetto Heal, la Onlus che si occupa di aiutare i bimbi malati oncologici, in questo momento resi ancora più fragili e a rischio a causa del Coronavirus. Non solo. La banca veneta prevede finanziamenti agevolati alle imprese clienti che hanno convertito le loro linee produttive per sostenere l’emergenza sanitaria, nonché agevolazioni anche nell’erogazione di mutui e leasing.

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