PMI: come ripartire dopo l’emergenza Coronavirus?

29.04.2020 • Antonella Cimagalli

Da una parte l’emergenza sul fronte sanitario, dall’altra la crisi economica, con la duplice sfida di rilanciare il sistema produttivo italiano messo in ginocchio dalla pandemia e far recuperare competitività alle imprese. La scommessa per le PMI che si apprestano ad affrontare la fase 2 del Covid-19 è capire come ripartire dopo l’emergenza: secondo i dati infatti, circa il 60% è a rischio chiusura, con milioni di posti di lavoro in bilico.

Come prepararsi a questa nuova fase? C’è bisogno di riorganizzare il lavoro e rimettersi in piedi, ma nel rispetto delle nuove misure di sicurezza, fondamentali per tutelare la salute dei lavoratori. Le novità da affrontare riguardano non solo le aziende che sono rimaste chiuse durante il lockdown, ma anche quelle che, rientrando nelle misure previste dal Governo, hanno continuato a lavorare, anche se non a pieno regime.

Allarme perdita fatturato e liquidità: quale tipo d’intervento?

Ripartire dopo l’emergenza significa innanzitutto analizzare e pianificare ex novo il lavoro e risolvere problemi pratici. In molti casi è urgente stabilire quale strada scegliere per reperire la liquidità necessaria all’impresa.

Il Governo ha messo in gioco varie possibilità:

  • prestiti dalle banche tramite il Decreto Liquidità;
  • i crediti d’imposta, ai quali ora si ha diritto cedendo i crediti deteriorati, compensando così le imposte anticipate.

Il Fondo di garanzia per le imprese con meno di 500 dipendenti prevede un percorso agile con tassi molto bassi, e rappresenta di sicuro un primo passo per un finanziamento che consente – in parte – di rimettere in sesto le casse. L’impresa ha diritto a una garanzia gratuita fino a 5 milioni di euro di finanziamenti con tassi convenienti, mentre la banca ha una copertura del 90% della cifra erogata. Il tasso può arrivare fino al 100% della riassicurazione dell’importo garantito da Confidi.

Esistono tuttavia dei parametri ai quali le operazioni di finanziamento devono adeguarsi per poter godere della garanzia:

  • la durata massima è fissata in sei anni;
  • fino a due anni di preammortamento;
  • la dimensione massima rientra in alcuni limiti stabiliti dal Decreto Liquidità.

In caso contrario, l’impresa può comunque chiedere l’intervento del Fondo di Garanzia, ma con una copertura ridotta.

“Fase 2” e sicurezza: riorganizzare il lavoro

Ripartire dopo l’emergenza significa anche rivedere completamente la gestione del personale e le norme di sicurezza sul lavoro imposte dal Coronavirus.

Non possiamo dimenticare tutte quelle aziende e lavoratori che stanno facendo i conti con la cassa integrazione e lo smart working, che in questi mesi di distanziamento sociale forzato ha visto una crescita esponenziale. Considerando che molte aziende si sono trovate ad affrontare l’emergenza senza essere realmente pronte dal punto di vista organizzativo, sarà necessario definire delle misure ad hoc per regolamentare gli orari di attività di chi lavora da casa.

Per ripartire dopo l’emergenza le PMI dovranno inoltre predisporre una completa rimodulazione delle modalità di lavoro in azienda. Dall’obbligo di indossare la mascherina alla rilevazione della temperatura all’entrata in azienda, dalla distanza di sicurezza alla sanificazione degli ambienti, la fase 2 dell’emergenza Covid-19 mette le imprese di fronte a nuovi codici di comportamento che saranno essenziali per ripartire in totale sicurezza.

Torna all'archivio di "Beni Industriali"
Show Buttons
Hide Buttons