Resto al Sud 2020: nuova liquidità per giovani imprenditori

2.09.2020 • Antonella Cimagalli

Contributi aggiuntivi a fondo perduto stanziati per l’agevolazione Resto al Sud. Grazie al Decreto Rilancio infatti, il bonus riservato ai giovani imprenditori under 45 e soci di aziende residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia, prevede nuove somme a beneficio di chi già ha usufruito di questa misura. L’ulteriore liquidità concessa corrisponde a:

  • 15 mila euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali, esercitate in forma individuale
  • 10 mila euro per ciascun socio, fino a un massimo di 40 mila euro per le imprese, anche quelle costituite in forma cooperativa

I contributi devono rispettare il regime “de minimis”, come prevedono i regolamenti della Commissione Europea in materia di aiuti di Stato.

Resto al Sud 2020: quali sono i requisiti?

Per poter accedere alla liquidità aggiuntiva introdotta dal Decreto Rilancio, rispetto ai contributi ordinari previsti da Resto al Sud bisogna:

  • Aver completato il programma di spesa finanziato da Resto al Sud
  • Al momento della richiesta del nuovo contributo, aver restituito tutte le rate del prestito bancario

 

A chi è destinato l’incentivo Resto al Sud?

Il bonus è stato introdotto nel 2017, con lo scopo di sostenere la nascita e lo sviluppo delle iniziative imprenditoriali e libero professionali di giovani dai 18 ai 45 anni (al momento della presentazione della domanda) residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, oltre ai 116 Comuni del cratere sismico del Centro Italia.

Importante sottolineare che gli interessati non devono essere titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto.

Quali settori riguarda Resto al Sud?

Resto al Sud è un’agevolazione che può essere richiesta per attività produttive nei settori:

  • Artigianato
  • Industria
  • Trasformazione dei prodotti agricoli
  • Acquacoltura e pesca
  • Servizi al turismo
  • Servizi alle imprese e alle persone

 

Resto al sud 2020: come richiedere l’agevolazione?

Basta inviare online a Invitalia (www.invitalia.it), l’ente che si occupa di gestire il bonus, una dichiarazione sostitutiva, in cui si attesta che:

  • Sono rimasti in essere i requisiti per accedere a Resto al Sud
  • Non ci siano provvedimenti giudiziari interdittivi
  • Il richiedente goda del pieno e libero esercizio dei suoi diritti
  • Non sussista procedura di liquidazione volontaria o altra procedura concorsuale
  • Chi beneficia del bonus, non abbia ricevuto altre agevolazioni (regionali, statali o comunitarie).

Inoltre, è necessario dichiarare l’assenza di carichi pendenti e il rispetto delle norme sull’antiriciclaggio.

Resto al Sud 2020: come viene erogato il bonus?

La somma aggiuntiva al contributo Resto al Sud viene liquidata in un’unica soluzione da Invitalia. Se il contributo ordinario non fosse stato ancora erogato completamente, quello supplementare sarà corrisposto – dopo la verifica dei requisiti – a saldo. Nel caso in cui tutto il bonus sia stato versato, la parte aggiuntiva sarà corrisposta entro 60 giorni dalla presentazione della richiesta.

Quali sono le somme base di Resto al Sud?

Tralasciando la liquidità aggiuntiva arrivata con il Decreto Rilancio, i contributi previsti da Resto al Sud coprono il 100% delle spese fino a 50 mila euro per ogni richiedente, che possono aumentare fino a 200 mila euro per le aziende composte da quattro soci. Le somme sono così suddivise:

  • il 35% con contributo a fondo perduto di Invitalia
  • il 65% con finanziamenti bancari rimborsabili in otto anni.

 

 

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