Investire in industria 4.0: 5 buoni motivi per continuare a farlo

9.09.2020 • Beatrice Maurizi

In che modo l’emergenza che ha caratterizzato questo 2020 influirà sugli investimenti in Industria 4.0? Le previsioni sono incerte, come evidenziato anche dall’Osservatorio Industria 4.0 redatto dal Politecnico di Milano, se il 2019 ha visto un valore degli investimenti in crescita del 22% rispetto all’anno precedente è difficile prevedere quali saranno gli impatti della pandemia, lo scenario varia tra una chiusura d’anno quasi in linea con i budget iniziali e una contrazione del fatturato del 5-10%.

Rimane comunque positivo il sentiment relativo all’Industria 4.0, un ambito in cui negli ultimi anni le imprese italiane hanno investito molto, ad oggi in media si contano 4,5 applicazioni 4.0 in ogni azienda, in base ai dati 2019 inoltre il 40% delle imprese aveva aumentato gli investimenti rispetto al 2018, tra le soluzioni predilette quelle Cloud e Analytics per la Supply Chain.

Il panorama dei prossimi mesi vede la probabile posposizione di molti investimenti da parte delle aziende che da parte delle istituzioni auspicherebbero una ripartenza stimolata da incentivi legati alla riduzione delle imposte contabili, una diminuzione del costo del lavoro, mentre un terzo delle aziende si augura un rilancio del super e dell’iperammoratamento, soluzioni preferite rispetto al credito d’imposta.

 

 

Perché investire in Industria 4.0?

  1. Informazioni in tempo reale. Il paradigma 4.0 consente di raccogliere dati in tempo reale, analizzarli, condividerli grazie all’impiego di macchine sempre connesse.
  2. Controllo automatizzato. Le tecnologie digitali hanno nuovamente dimostrato durante l’emergenza Covid-19 la loro efficacia nel monitoraggio e nell’elaborazione di dati per la gestione della produzione, anche da remoto, consentendo una certa flessibilità e autonomia della linea di produzione.
  3. Previsioni e progettazione. Non è sufficiente raccogliere dati, ma è necessario elaborarli per poter ipotizzare diversi scenari, così da essere pronti a rispondere ai cambiamenti. Molti degli investimenti in 4.0 sono, infatti, legati al mondo dei Big Data e degli Analytics, risorse importanti nell’ambito, per esempio, di analisi predittive.
  4. Ottimizzazione del rapporto tra fornitori e clienti. La condivisione di dati lungo tutta la catena della filiera ne favorisce l’efficienza, abbattendo gli sprechi e consentendo una maggiore fluidità degli scambi.
  5. Un alleato per una nuova normalità. Il digitale, anche durante l’emergenza, si è dimostrato uno strumento fondamentale per reagire alla crisi, consentendo non solo il proseguimento dell’operatività tramite smartworking, ma anche fornendo supporto nell’intera gestione imprenditoriale. In quest’ottica però sono necessari progetti definiti, che traccino linee di sviluppo chiare e non si esauriscono in singole implementazioni al bisogno.

 

 

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