Credito d’imposta: dal MISE le novità per gli investimenti 4.0

16.09.2020 • Antonella Cimagalli

Il decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo Economico per il credito d’imposta riferito agli investimenti 4.0, ha cambiato la struttura del cosiddetto Bonus Ricerca e Sviluppo, estendendolo anche ad altre attività, come il design, l’ideazione e la realizzazione di nuovi prodotti e campionari. Il decreto attuativo del MISE (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 21 luglio) rende ufficiali le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2020, fornendo le istruzioni operative per ottenere lo sconto fiscale.  Sono stati introdotti tre diversi crediti d’imposta, a seconda dell’area d’investimento:

  • Il credito d’imposta ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico è in misura pari al 12% delle spese agevolabili, nel limite di 3 milioni di euro.
  • Il credito d’imposta per le attività di innovazione si divide a sua volta in due diverse categorie:
    – per le attività finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati, il credito d’imposta è pari al 6%, nel limite di 1,5 milioni di euro.
    – Se le attività sono finalizzate al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 il credito è riconosciuto al 10% delle spese agevolabili, con un tetto massimo di 1,5 milioni di euro.
  • Il credito d’imposta design e ideazione estetica per le attività svolte dalle imprese che operano nei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo e della ceramica per la realizzazione di nuovi prodotti e campionari, è pari al 6% delle spese agevolabili, con un limite massimo di 1,5 milioni di euro.

Più nello specifico, l’articolo 2 del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico stabilisce in cosa consistano esattamente le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, che – come già accennato – possono contare su un credito d’imposta del 12% delle spese agevolabili, nel limite massimo di 3 milioni di euro:

  • Ricerca fondamentale: sono i lavori sperimentali o teorici finalizzati ad acquisire nuove conoscenze in campo scientifico o tecnologico, attraverso l’analisi delle proprietà e delle strutture dei fenomeni fisici e naturali.
  • Ricerca industriale: rientrano in questa attività i lavori originali intrapresi per individuare possibili utilizzazioni o applicazioni delle nuove conoscenze che derivano da un’attività di ricerca fondamentale. Sono attività che mirano ad approfondire le conoscenze esistenti per risolvere problemi di carattere scientifico o tecnologico.
  • Sviluppo sperimentale: appartengono a questa categoria i lavori sistematici, che si basano sulle conoscenze esistenti ottenute dalla ricerca o dall’esperienza pratica e che servono ad acquisire ulteriori conoscenze per realizzare nuovi prodotti o migliorare quelli già esistenti.

Tra le novità del credito Ricerca e Sviluppo inoltre, la possibilità di usufruire dello sconto fiscale anche per progetti già iniziati in periodi d’imposta precedenti, che comunque rientrino in una delle tre categorie sopracitate. Un altro punto d’interesse per le imprese riguarda i criteri di documentazione, determinazione e imputazione temporale delle spese ammissibili, che devono innanzitutto rispettare le regole di effettività, pertinenza e congruità. Le spese inoltre vanno certificate dall’incaricato della revisione legale dei conti aziendali.

 

 

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