Barbara Colombo, UCIMU: “Periodo impegnativo, ma torneremo ad avere i numeri del passato”

2.12.2020 • Antonella Cimagalli

“La Cina è ripartita, noi non dobbiamo restare indietro”. Non ha dubbi Barbara Colombo, dallo scorso ottobre presidente di UCIMU- Sistemi per Produrre, che rappresenta i costruttori italiani di macchine utensili (circa 240 imprese associate) e Ceo di Ficep, l’azienda di famiglia che conta 17 filiali nel Mondo. Resta ottimista, anche se “il 2021 sarà un anno difficilissimo – spiega – “a causa della pandemia, infatti, il portafoglio ordini è ridotto. Per molte imprese ci sono problemi di liquidità con i pagamenti slittati e con gli acconti sui nuovi ordini che non sono entrati”.

Il Governo si sta muovendo a sostegno dell’economia con il Piano Transizione 4.0, il primo mattone su cui si basa il Recovery Fund italiano: circa 24 miliardi di euro per una misura che vede il potenziamento delle aliquote di detrazione e un anticipo dei tempi di fruizione. Siamo nella direzione giusta?

“Il Piano Transizione 4.0 è l’unico strumento di politica industriale in grado di sostenere la crescita del nostro sistema economico, così duramente provato. Di sicuro aiuta le aziende a rinnovare il parco macchine, che, secondo un censimento Ucimu, ha in media 13 anni, quindi è molto datato. Il Piano Transizione è utile per introdurre macchine di nuova generazione, con tutti i vantaggi che il 4.0 comporta. Si tratta di una misura che sposiamo, ma avevamo chiesto al Governo una durata maggiore del periodo di credito d’imposta, di almeno 3-5 anni, per permettere alle aziende di pianificare gli investimenti: invece il periodo annunciato è di circa 2 anni. Diciamo che è un passo avanti, ma che comunque è uno strumento migliorabile”.

La Nuova Sabatini è tra gli incentivi per le imprese più apprezzati. Nel corso del 2020, il provvedimento ha subito diversi interventi da parte dell’Esecutivo: si tratta di una leva valida per la ripartenza?

“Parliamo di una misura nata nel 1965 – anche grazie a Ucimu – e che ha sempre aiutato le aziende: negli anni si è molto semplificata ed è diventata più pratica e veloce. Credo si tratti di una spinta utilissima, che combinata con il leasing funziona molto bene. È un’agevolazione che comunque andrebbe maggiormente promossa: mi è capitato di incontrare clienti che non erano ben informati sui vantaggi della Nuova Sabatini. Non solo: inserirei tra chi può usufruirne anche le Mid Cap, che sarebbero un traino per le aziende più piccole”.

Come sta reagendo il mondo delle macchine utensili a questo anno difficile?

“Il 2020 è stato impegnativo e di sicuro anche il 2021 sarà ancora pesante. I numeri del comparto segnano un calo degli ordinativi nel terzo trimestre di quest’anno del -11% rispetto al 2019. Tuttavia, sono dati che fanno ben sperare, se paragonati al primo trimestre 2020, in pieno lockdown, dove l’indice segnava un preoccupante -39%. Per il prossimo anno, i dati dell’istituto internazionale Oxford Economics mostrano una crescita mondiale del 18,4% sul 2020. In Italia la domanda dovrebbe attestarsi sul 38,2% e il consumo nazionale delle macchine utensili dovrebbe raggiungere 3,1 miliardi di euro, recuperando il terreno perso”.

Quanto è importante la digitalizzazione per le imprese in un momento come quello che stiamo vivendo?

“La tecnologia, soprattutto in questa fase, è vitale. La digitalizzazione è un’ancora di salvezza per molte aziende, un processo che facilita l’internazionalizzazione e che aiuta le imprese italiane grazie a costi accessibili. Il Covid-19 ha penalizzato le esportazioni delle aziende meno articolate. Un settore come il nostro, dove l’assistenza al cliente è fondamentale e dove le trasferte per l’installazione delle macchine possono durare anche mesi, ha risentito pesantemente del periodo di chiusura. Per molti però è stato essenziale il ruolo del 4.0: in azienda, per esempio, siamo riusciti a seguire i clienti da remoto, anche se erano dall’altra parte del Mondo”.     

 

 

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