Fattore I: Nuovi scenari e modelli di business per le PMI

9.12.2020 • Antonella Cimagalli

Resilienti, digitali e sempre più attente ai bisogni dei clienti. Le PMI italiane travolte dal ciclone Covid-19 non si arrendono, anzi: si rimboccano le maniche e provano a trasformare un’emergenza planetaria in nuove opportunità, cambiando il proprio modo di fare impresa. È l’immagine che viene fuori da Fattore I, il progetto di ricerca e di racconto delle PMI di Banca Ifis, un viaggio attraverso le piccole e medie imprese italiane. Grazie anche al Market Watch PMI, il report che coniuga i tradizionali metodi di analisi con le moderne tecnologie del web listening, sono stati analizzati 82mila bilanci aziendali di altrettante PMI appartenenti a diversi settori produttivi, nel periodo 2017-2019. Le voci e le opinioni degli imprenditori sono state condensate in 257 questionari e poi approfondite in 20 interviste su un gruppo significativo di PMI Top. Quasi un milione le conversazioni social rilevate tra blog, forum e commenti di testate giornalistiche, con oltre 510 mila autori unici individuati tramite un’innovativa azione di web listening. Le interviste sono state realizzate in collaborazione con il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e con il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova. E il quadro complessivo mostra sì un periodo difficile, ma lascia ben sperare sulla capacità di ripresa.

 

Un nuovo modo di fare business

Le PMI hanno affrontato la pandemia (la ricerca si riferisce al periodo luglio-novembre 2020) essendo più solide finanziariamente e dopo aver aumentato gli investimenti. Per il 2020, il 61% delle PMI intervistate prevede una contrazione del fatturato, mentre il 30% stima sia stabile e il 9% addirittura in crescita, nei settori Agroalimentare e Tecnologia. In flessione Costruzioni, Meccanica e Moda. Il dato che emerge con più rilievo dal report, mette l’accento sulla rivoluzione che stanno affrontando le PMI italiane. Le aziende hanno intrapreso un percorso di rinnovamento dei modelli di business dovuto alla pandemia, il cui punto di forza è l’ascolto dei propri clienti. Entrando più nel dettaglio:

  • Il 45% delle PMI ha puntato sulla servitization, con la trasformazione del prodotto in servizio, oppure con un arricchimento del pre o post-vendita, soprattutto per fare fronte alla crescente domanda di prodotti innovativi e personalizzati. Il tema della sostenibilità appare sempre come un aspetto prioritario per le PMI intervistate, che si traduce come attenzione all’impatto ambientale e al risparmio energetico.
  • A seguito della pandemia, le relazioni con i clienti si sono basate su comunicazioni e interazioni virtuali. Si è rilevata una notevole accelerazione nell’utilizzo delle tecnologie digitali. Nel giro di pochi mesi, infatti, la percentuale è passata dal 45% del gennaio 2020, all’attuale 66%, fino a raggiungere il 73% tra le PMI Top, che sono sempre all’avanguardia nel precorrere le tendenze.
  • Le PMI italiane affrontano i cambiamenti del mercato e si adattano alle trasformazioni senza perdere di vista la R&S: tra le imprese che fanno ricerca, l’85% ha mantenuto o incrementato l’investimento, per sostenere la competitività e restare al passo anche nel medio-lungo periodo dopo la pandemia. L’intento è quello di esplorare nuovi mercati e offrire nuovi prodotti e servizi, oppure entrambi gli scopi contemporaneamente.

 

 

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