La filiera dello sportsystem di montagna resiste tenace alla crisi

17.02.2021 • Beatrice Maurizi

La filiera dello sportsystem di montagna si dimostra un fiore all’occhiello del made in Italy: 550 piccole e medie imprese di cui buona parte sono state intervistate nell’ambito del Market Watch di Banca Ifis dedicato al settore. L’analisi, presentata nell’ambito dei Mondiali di Sci Alpino di Cortina 2021, ha evidenziato come ecosostenibilità, tecnologie 4.0 e digitale siano le leve strategiche con cui queste aziende batteranno la crisi. Il 41% del campione prevede, infatti, un incremento del fatturato nel biennio 2021-2021 che sarà trainato principalmente dall’export, dall’investimento su nuovi prodotti e processi e sulla produzione dell’abbigliamento.

 

Ricerca e sviluppo: cardine della filiera dello sportsystem

Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo si dimostrano centrali per i produttori della filiera, si pensi che nel 2020 nonostante la crisi il 66% delle imprese ha mantenuto invariate o ha incrementato le risorse destinate a quest’ambito, inoltre il 45% delle aziende ha scelto di orientarsi verso un tipo di innovazione aperta e collaborativa avvalendosi di consulenti nella co-creazione di prodotti e servizi o costruendo partnership di filiera.

Tali investimenti hanno diversi obiettivi per la gran parte orientati al cliente: il 64% punta alla personalizzazione del prodotto, mentre il 56% all’adozione di modelli di servitization e all’implementazione delle tecnologie 4.0 soprattutto per rafforzare l’e-commerce, creare nuovi prodotti e servizi e facilitare il dialogo con i clienti. Al centro degli investimenti tecnologi, infatti, la filiera dello sportsystem vede:

  • cybersecurity
  • big data & analytics
  • sistemi cloud e simulation

 

 

La sostenibilità: un’opportunità pienamente colta

In consonanza con il trend che ha investito tutto il settore della moda, anche per la filiera dello sportsystem di montagna la sostenibilità è divenuto un tema sempre più centrale. Oltre il 91% delle imprese del settore dichiarano, infatti, di adoperarsi per la riduzione del proprio impatto ambientale, inoltre sei imprese su dieci hanno fatto un passo ulteriore riprogettando i processi produttivi adottando modelli ispirati alla cyrcular economy e basati sulla re-immissione delle risorse nel ciclo produttivo. Tra le aziende che si impegnano in questo senso il 46% ha come obbiettivo lo “zero waste”, mentre alcune aziende scelgono di adottare un modello basato sul cyrcular design fin dalla progettazione dei prodotti.

La sostenibilità, inoltre, passa anche attraverso l’adozione di catene di fornitura corte che coinvolgono principalmente aziende nazionali e nel 37% dei casi persino dello stesso territorio, abbattendo così gli impatti sull’atmosfera derivati dal trasporto e dalla logistica.

 

 

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